Al solito gli italiani si lamentano per il cibo all’estero???


E’ un dato di fatto, l’Italiano va all’estero sopratutto per poter criticare la cucina locale. Visita le bellezze artistiche altrui per poter tornare a casa a dire che  in fondo in Italia e’ tutto piu’ buono e piu’ bello

Ora sotto sotto non ha proprio tutti i torti visto che l’Italia e’ veramente al top per cucina e bellezze artistiche ma cio’ nonostante il comportamento che mediamente ostenta e’ veramente provinciale. La prima cosa che fa appena arriva in un posto nuovo e’ cercare un ristorante italiano dove ordina una amatriciana per poi sbottare genuinamente sorpreso – Ma non e’ come quella che fa mia Mamma! La ricerca di un caffe’ espresso fatto come si deve poi impegnera’ gran parte della sua vacanza e quando finalmente lo trovera’ nella solita pizzeria Vesuvio gestita da emigranti napoletani (che ormai potete trovare dalla Patagonia  a Novosibirsk) lo vedremo sospirare in estasi. Per il resto della suo soggiorno ovviamente mangera’ solo Al Vesuvio senza per questo mai porsi il dubbio se le vacanze in fondo non era meglio farle in qualche ridente localita’ italiana.

Questa premessa era doverosa per precisare che non sono affatto quel tipo di turista. Non bevo caffe’, la pizza mi rifiuto di mangiarla categoricamente se non mi trovo su suolo italico e aborro la sola vista degli “spaghetti bulognaise” famosissimi all’estero e affatto sconosciuti in patria.

Cerco sempre di scoprire la cucina locale che ritengo parte integrante del paese che visito. Non dico di apprezzarla sempre e comunque ma di solito si possono fare delle belle scoperte salvo rare eccezioni. Ritengo sia uno sforzo essenziale per riuscire a cogliere meglio il modo di vivere dei locali visto che limitarsi a visitare musei e monumenti e’ modo troppo superficiale e insapido per quel che mi riguarda.

Tutta questa premessa per poter affermare con coscienza tranquilla: La cuisine francaise fait caguer!!! o per chi non mastica la lingua di Dumas, Verne e Gautier: La cucina francese fa cagare!!!

Credo sia in assoluto la cucina piu’ sopravalutata al mondo. Non e’ un caso! I nostri cugini d’oltralpe sono forse in assoluto il popolo che meglio sa vendere se stesso, la propria cultura e i propri prodotti. Non e’ un caso se la Francia e’ il paese che ogni anno attira piu’ turisti al mondo. L’Italia che fino agli anni 70′ era la prima nazione al mondo e’ scivolata tristemente al quinto posto di questa classifica grazie al lassismo della nostra classe politica e al malcostume imperante nel Bel Paese dove gli operatori del settore invece di investire e migliorare il loro prodotto e la loro offerta (salvo la rara eccezione della costa romagnola) hanno preferito spremere a piu’ non posso i turisti senza preoccuparsi per il futuro. Ora ne stanno pagando il prezzo complice anche l’euro che non ha certo migliorato la competitivita’ dell’offerta italiana. I francesi invece sono da sempre all’avanguardia nella presentazione del loro prodotto che ben confezionato si presenta sempre al meglio spesso purtroppo al di la’ dei propri meriti.

Non e’ che fa tutto schifo, anzi, qui c’e’ indubbiamente il pane piu’ buono al mondo. Le boulangeries (panetterie) sono una vera festa per gli occhi e dentro oltre a molti tipi e forme di pane tutti ottimi si trova della superba pasticceria. I croissant sono i piu’ buoni al mondo fatti di pasta sfoglia al burro senza ripieno (non ne hanno bisogno essendo gia’ perfetti). Per gli amanti del cioccolato Parigi e’ una specie di paradiso; le boutique che lo vendono sembrano a volte delle gioiellerie tanto sono belle e preziose (anche i prezzi che praticano sono degne di un gioielliere purtroppo).  Le salumerie si presentano in maniera splendida e tutto sommato hanno buoni affettati anche se in questo campo l’Italia e’ assolutamente insuperabile. Oltre agli affettati vendono molte terrine di carne e pate’ di varie specie. Il pate’ di fois gras e’ obbiettivamente una delizia (il prezzo va da 80 a 220 al kilo), gli altri pasticci e terrine ricordano invece troppo spesso le scatolette di simil Manzotin o Simenthal. Non amo i formaggi morbidi e quindi non mi esprimo su quelli francesi ma per gli amanti del genere sicuramente la capitale francese e’ un autentica mecca. Sul vino sono oggettivamente i numeri uno in fatto di qualita’ ma se guardiamo al rapporto qualita’ prezzo l’Italia resta ancora insuperata (qui per bere bene bisogna spendere di piu’). L’acqua minerale e’ la nota dolente: la scelta nei locali e’ quasi sempre tra Evian (tanto celebre quanto schifosa) e la Vittel (semplicemente pessima). Inoltre il prezzo medio per mezzo litro in un bar qualsiasi e’ 4,50 euro!!. Le bibite gassate (ovviamente come sempre molto piu’ varie che in Italia) costano meno. Io amo Cola, Sprite, ecc. ma pasteggiare solo a bibite gassate e’ abitudine malsana e puo’ provocare effetti collaterali spiacevoli ed imbarazzanti. I bar propongono panini baguette ben farciti di maionese e/o  burro, foglia di lattuga e prosciutto cotto, niente di che’ come sapore ma a mio fratello un panino del genere l’hanno fatto pagare 20 euro l’anno scorso, in un bar neanche tanto centrale in cui si era seduto (ogni tanto ancora ci ripensa e comincia a bestemmiare)! Per 6/8 euro ti danno una crepe farcita, non migliore di tante in Italia.

In buona sostanza il turista che decide di pasteggiare a panini fai-da-te se la cava piuttosto bene ma le note dolenti vengono quando si decide di andare a provare la cuisine francais. Non e’ che si mangia sempre male ma e’ piu’ facile capitar male piuttosto che capitar bene se capite quel che intendo. Se ti va bene  mangi qualcosa che non ti dispiace, mai qualcosa di eccezionale che ti farebbe tornare e spesso qualcosa di mediamente spiacevole senza arrivare a chiamarlo del tutto disgustoso. Insomma una cosa del genere andrebbe bene in Inghilterra o Germania, paesi che non fanno certo vanto della propria cucina ma per la Francia che tanto si vanta delle proprie tradizioni culinarie….beh la cosa e’ francamente deludente.

Visti i motivi sopra premessi quindi cerchero’ di dare qualche consiglio (sopratutto) sulla cucina etnica (buona)(giapponese) che si puo’ trovare in citta visto che le note dolenti delle guide sono di solito proprio sui locali e sui pasti: Il Louvre e’ sempre il Louvre e Notre-Dame sta sempre la’, ma recensire un locale nel 2005 non garantisce assolutamente che sia ancora lo stesso nel 2009.

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2 Risposte

  1. Enrico Vigato

    Alcune precisazione sulla cucina francese, visto che sono reduce da un viaggio a Limoges, ridente cittadina nel mezzo del nulla cosmico:
    Anche a me la cucina francese non esalta, pero’:
    1) Quanto a formaggi, ci surclassano!!! Ho fatto una cena di gala a base di formaggi top-level e devo dire che sono una delizia… re della serata: l’ aigle noire ( aquila nera), se vi capita sotto mano assaggiatela!!!
    2) Per i vini, l’ Italia vince alla grande in fatto di varieta’, anche se ci sono eccellenti bottiglie anche oltr’alpe…
    3) Infine x chi avesse la fortuna di capitare a Limoges ( ma chi e’ quel pazzo che ci andrebbe sua sponte??) due nomi: L’ Amphitrion e Chez Alphonse. In entrambi ordinare piatti a base di carne ( la vache limougine, razza autoctona), veramente eccellente…
    4) Ivan…guarda che pate’ e foie gras sono 2 cose completamente diverse!!!! purtoppo a volte ti rifilano pate’ spacciandotelo per foie gras, ma e’ come dire checarne simmenthal e bistecca di kobe sono la stessa cosa!!!

    1 settembre 2009 alle 01:50

  2. Ivan Mrankov

    Caro Enrico, intanto essendo tu il primo a lasciare un commento sul mio blog sappi che hai vinto una serata in discoteca a Sofia, a mie spese. Avvertimento: non venire con tua morosa.
    Rispondo poi ai tuoi punti:
    1) Che sian gran formaggiai non lo metto in dubbio, solo io preferisco stagionati a pasta dura, loro sono grandi nei formaggi a pasta molle, ma e’ una mia preferenza;
    2) Non discuto la varieta’ ma per qualita’ son primi loro, per qualita’/prezzo noi;
    3) Concordo che cmq bisogna puntare alla carne nei ristoranti,in provincia pare anche a me si mangi meglio;
    4) Figlio mio, qui mi fai un grosso torto. Dubiti che un epicureo qual’io sono non conosca la differenza tra pate’ e pate’ di fois gras? Non dubitare che riesco a distinguerli piu’ che bene. Pate’ vuol dire pasticcio e puo’ essere fatto di qualsiasi cosa, infatti se leggi bene specifico fois gras (fegato grasso). In Italia dove questo e’ un piatto poco comune lo si abbrevia col nome di pate’, ignorando che questo e’ un termine generico che puo’ abbracciare una moltitudine di pietanze che variano parecchio sia per il gusto che per il costo.

    1 settembre 2009 alle 02:28

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