Viaggio in Giappone 2010: Day 2 – Hiroshima, mon Amour


Mercoledì 6 ottobre.
Avevo messo la sveglia alle 06.00 per partire presto ed evitare l`ora di punta sulla Yamanote line (una delle linee urbane più affollate al mondo) che devo prendere da Ueno per arrivare alla stazione di Tokyo dove si prendono i Shinkansen della linea Tokaido per andare a sud.
Purtroppo son costretto a pagar dazio alla stanchezza e mi alzo alle 07.05. Così mi tocca affrontare la folla più incarognita nell`ora peggiore (07.30/08.00). Vedere questi treni stipati all`inverosimile mi scoraggia veramente. Come faccio ad entrarci con la mia grossa valigia? E poi paradossalmente vedo che i vagoni che vanno nella direzione opposta sono semi vuoti e ci sono perfino posti liberi per sedersi. Son tentato di cambiare binario e prendere il treno nella direzione opposta (la Yamanote é circolare) ma così invece di 5-6 minuti perderei quasi un ora. Mi decido! Vado in fondo al binario dove le carrozze arrivano meno affollate, mi metto in coda, quando arriva il treno seguo la coda ma mi fermo a lato della porta e lascio passare quelli dietro così mi ritrovo in pole position per il treno successivo (ne passa uno ogni 3 minuti). Arriva il treno, entro col valigione armato di sguardo omicida e guai a chi dice qualcosa! Il treno si riempie abbastanza visto che mi ritrovo 4-5 salaryman che mi si strusciano addosso con sguardo indifferente; ora capisco quanto sia facile far la mano morta in frangenti simili e perché hanno addirittura istituito le carrozze rosa per il solo gentil sesso.
Alla Stazione di Tokyo entro in uno dei tanti negozi e compro un paio di onigiri sperando di non beccarne uno con le terrificanti umeboshi (disgustose prugne in salamoia) per fortuna si riveleranno al salmone e al manzo; e un te di qualche tipo che ahimè si rivelerà un mugicha. Il mugicha è una specie di te d’orzo (orzata la chiamavano una volta sulla sempre pessima Lonely Planet) non zuccherato che nemmeno chi da bambino beveva orzoro o orzobimbo riuscirà mai ad apprezzare: è più che pessimo, è inutile!

Gli onigiri ed il mugicha (se lo conosci lo eviti).

Mi reco al binario e mi metto in coda per entrare in una delle carrozze con posti non prenotati (di solito sono le prime 3 o le prime 5 se il treno é lungo).
Chi ha il Japan Rail Pass può prenotare il posto gratis sui treni: non lo faccio mai perché la cosa non è solo inutile ma addirittura controproducente. A parte la settimana del Golden Week, quella di ferragosto e quella di fine anno sulle carrozze non riservate c’è sempre spazio a volontà, ti siedi in posti che scegli tu senza vicini che ti rubino spazio vitale e se ti svegli più tardi te ne freghi, prendi un treno più tardi; in qualsiasi momento puoi cambiare idea e itinerario, tanto i treni sono frequentissimi e non rimani mai a piedi. Post Scriptum: dopo aver viaggiato um’po’ di più trovo doveroso aggiungere una correzione. Nei giorni feriali la prenotazione non serve ma nei festivi e durante il week end sopratutto per certe linee di treni locali (non il Shinkansen quindi) potrebbe essere meglio prenotare per evitare di trovarsi a viaggiare in piedi.
In due ore e quaranta minuti il treno mi porta ad Osaka (600 Km da Tokyo), da lì ne prendo un altro che in un ora e mezzo mi lascia ad Hiroshima.
Hiroshima l’avevo visitata per la prima volta 3 anni fa ed è stato da subito colpo di fulmine.
Innanzitutto bisogna dire che nella baia della città c’è l’isola di Miyajima, considerata uno dei tre più bei paesaggi giapponesi: l’unica definizione che mi viene è: SGRAVATA! Uno dei posti più belli che ho mai visto. Un vero must! Se visitate il Giappone, dovete visitare Miyajima!

Miyajima: sembra una cartolina ed invece l’ho scattata io con la mia macchinetta fotografica

Inoltre come esseri umani credo sia doveroso visitare i luoghi riguardo alla bomba atomica: l’epicentro, la campana della pace, il monumento a Sadako e se avete stomaco il museo della bomba. Non saranno luoghi piacevoli ma sono una tappa importante per lo sviluppo e l’accrescimento della propria consapevolezza. In realtà le parole in questo caso sono di troppo: andate e scoprite su di voi qualcosa  di nuovo.
Io la prima volta che ho visto Hiroshima ne sono rimasto piacevolmente sorpreso: è un posto molto solare, di solito il clima è ottimo e l’aria molto più fresca e pulita di posti come Tokyo e Osaka; si vede che le brezze marine portano un buon ricambio d’aria. Non so come spiegarlo ma insomma ci si respira una bella atmosfera allegra che di solito in città più grandi non trovi, non ha assolutamente niente di cupo come inizialmente temevo, anzi. E’ come se la bomba ne avesse accresciuto la voglia di vivere.
Comunque per stavolta la mia sarà una fermata lampo di sola mezza giornata, diciamo che l’ho scelta come tappa intermedia per arrivare a Nagasaki che si trova nell’estremo sud (quasi 1.400 km da Tokyo: è più vicina a Seul che alla capitale Giapponese).
Lascio la valigia nel mio hotel e torno in stazione per pranzare visto che ai piani superiori è pieno di ottimi ristorantini di tutti i tipi.
Poi prendo il treno urbano che in una ventina di minuti mi porta alla stazione di fronte la baia di Miyajima. Di là si va alla fermata del traghetto (2 min. a piedi) che porta all’isola (10-12 min. di traversata).
Scesi dal traghetto ci si incammina a destra, sul lungomare, verso l’antico tempio di Itsukushima a cui Miyajima deve la sua fama.
Il tempio fondato nel VI° secolo è da sempre considerato uno dei luoghi più sacri del Giappone ed è famoso fin dall’antichità per la sua spettacolarità, non per niente tutta la zona che lo circonda è stata nominata patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO.

Un paio di foto del santuario quando ahimè era già troppo buio…

… con la mia macchina fotografica al buio vengono proprio male

Da sempre sull’isola (essendo considerata sacra) è proibita qualsiasi tipo di spargimento di sangue (umano e animale), ragion per cui qui vive una grossa popolazione di cervi che scorrazzano liberi per le strade, tra le case (um’pò come le vacche in India) senza timore degli esseri umani, anzi, sempre pronti a scroccare qualcosa che sembri loro anche solo minimamente commestibile.

2 cervi sgranocchiano un giornale non avendo trovato di meglio

Ricordo di aver letto che essendo per lo Shintoismo la nascita e la morte atti impuri sull’isola sono proibiti le nascite ed i funerali (ovviamente di tanto in tanto non dubito in spregio alle più elementari norme del viver civile e della cortesia ci siano dei caparbi che decidono di venire al mondo o di tirare le cuoia sull’isola dando un gran daffare ai sacerdoti che si dovranno profondere in dei gran riti purificatori).

Prima di arrivare al tempio si passa accanto alla cittadina locale che ha una bella via commerciale che consiglio di visitare: ci sono parecchi posti per mangiare ed una moltitudine di negozi di souvenir che è vero sono orientati ai turisti ma ricordo in primo luogo che voi SIETE dei turisti ed in secondo luogo che ci sono diverse attività artigianali che sopravvivono proprio grazie al turismo, quindi evitiamo ingiustificati snobismi e godiamoci le cose dando il giusto valore alle cose.

Questi giovinastri sempre al telefono nonostante la vista mozzafiato…

Da notare che verso le cinque di pomeriggio TUTTE le attività commerciali iniziano a metter via tutto ed a chiudere; sembra impossibile ma alle 18.30 non ci sarà assolutamente un solo esercizio aperto e almeno di non aver preso una camera in una delle esose locande dell’isola che servono la cena ai loro clienti, non vi rimarrà altro da fare che scattare qualche bella foto notturna e prendere il traghetto per tornare ad Hiroshima.

… e non mi scordo nemmeno di voi maniaci di scolarette in divisa…

…anzi…

Classica gita scolastica con l’ancor più classica foto di classe

Tornato alla stazione centrale ho cenato col famoso okonomiyaki locale a base di soba e frutti di mare circondato da donna di mezza età che si sono informate della mia provenienza e mi volevano anche offrire della birra da me pudicamente rifiutata.

Mentre la padrona del locale prepara l’okonomiyaki guardo la sua aiutante sulla destra e penso che la vecchia, a cavallo di una scopa, deve aver popolato più di un vostro incubo da bambini

L’impasto dell’okonomiyaki a Hiroshima si fa con la soba invece che col solo cavolo

Poi in hotel a riposare.

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2 Risposte

  1. Andrea

    Ma che carini…a quando le nozze? 😀

    Ok, ok, sto solo scherzando 😛

    9 ottobre 2010 alle 01:35

  2. Pingback: Viaggio in Giappone 2010: Day 12 – Nara è sempre Nara « I viaggi di Mr.Ankov

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