Viaggio in Giappone 2010: Day 4 – Nagasaki, nei luoghi del dolore.


Venerdì 8 ottobre.
Mi sveglio con la gola secca e dolorante. L’aria  nella stanza è secchissima eppure avevo spento il condizionatore appena  arrivato. Inoltre fuori il cielo è veramente scuro: non è che minaccia pioggia, la promette!

Esco sperando per il meglio e mi accorgo che china town è molto più estesa di quello che non pensassi, tiro fuori la Nikon per scattare una foto e sorpresa! Mi appare il messaggio: batteria scarica! MA PORC.. PUTT…ZOZ..!

I casi sono due: o è rotta o il trasformatore dell’iPhone non è adatto a caricarla. Comunque son fregato perché proprio oggi che devo visitare il parco della pace non posso far foto. Decido di proseguire per non perder tempo e di pensarci dopo,  farò foto col telefono e quel che viene, viene.
Intanto inizia a piovere. Vedo una di quelle grosse vie commerciali coperte e ci entro.
La visito e mi compro un ombrello da un euro in un negozio “tutto a 100 yen” anche se con l’IVA in realtà sono dei negozi tutto a 105 yen.
Decido di provare la specialità di Nagasaki: gli spaghetti Champon (piatto di origine cinese con cappuccio, germogli di bambù e frutti di mare in um’pò di brodo). Nel ristorante servono anche un altra specialità: gli spaghetti fritti croccanti e visto che hanno anche le porzioni piccole da assaggio decido di assaggiare entrambe.

 

Spaghetti Champon, la specialità di Nagasaki

Che vi devo dire: molto meglio gli spaghetti fritti di quelli Champoo che se fossero cosi buoni sarebbero ampiamente diffusi anche a Tokyo ed Osaka che di solito non si fanno mai mancare il meglio.

Prendo il tram che mi deve portare al parco della pace. I tram di Nagasaki sono simpatici, come a Milano hanno conservato anche i mezzi più vecchi degli anni ’50 e c’è anche l’insolito fatto per il Giappone che sono a prezzo fisso: 120 yen indipendentemente dalla distanza che si percorre, cosa che facilità assai i turisti; si paga il conducente all’uscita.
Scendo sotto una pioggerellina scrosciante e seguendo i numerosi cartelli segnaletici (in inglese) in 6-7 minuti arrivo al Parco della Pace.

Non c’è molta gente visto il tempo ma anche sotto la pioggia conserva la sua severa bellezza, anzi forse ci guadagna in fascino; diciamocelo:un luogo come questo deve ispirare profonde riflessioni ed una serena giornata di soleone mal s’adirebbe alla giusta malinconia che deve cogliere il visitatore.

La Statua della Pace è magnifica e carica d’energia.

La Fontana della pace è severa, quasi spartana ma è perfetta per il luogo.

Il parco è disseminato di piccoli monumenti e sculture donati da vari paesi stranieri.

Mi dirigo verso la zona dell’epicentro dell’esplosione: si trova in un altro parco, a 6-7 minuti a piedi da quello della pace.
La zona dell’epicentro è segnalata da un obelisco scuro circondato da cerchi concentrici.


Lì accanto, circondati da monumenti e statue varie, si trova anche il museo della bomba e la memorial hall delle vittime: visitatele!

Nagasaki - Museo della Bomba

Nagasaki - Museo della Bomba - Monumento ai fanciulli

Nagasaki - Museo della Bomba - Il bel monumento davanti all'ingesso della Memorial Hall

Stanco di questo giro fisicamente ma sopratutto emozionalmente, torno in hotel per riposare anche perché la pioggia aumenta di intensità.

Comunque la gente di Nagasaki non si fa scoraggiare neanche da Giove Pluvio, incontro infatti un gruppetto di locali che indossato un impermeabile di plastica e ricoperto con un impermeabile anche il loro tempio, se lo caricano in spalla  e continuano imperterriti il loro festival.

Resto il pomeriggio in hotel, fuori scravazza e non si può girare. La festa è rovinata: penso sopratutto a tutti i venditori delle bancarelle lungo il porto che questa sera avranno zero clienti, poveracci.

Cancello di China Town deserto sotto la pioggia

Buone notizie almeno riguardo alla macchina fotografica che col suo caricabatteria funziona, almeno non mi tocca andare a cambiarla al centro commerciale.
Esco e vado a cenare in un ristorante che avevo adocchiato il giorno prima. Ottimo.

Delicatezze varie impannate con zuppa di miso, riso e cappuccio che possono essere richiesti più volte fino a sazietà: il tutto per 1580 yen.

Davano anche pestello e mortaio per macinarsi da se i semi di sesamo da unire ad una delle due salse da usare con la carne

Poi torno in hotel che domani devo fare la tratta Nagasaki-Osaka: la più lunga del mio viaggio.
In conclusione: valeva la pena di arrivare fino a Nagasaki?
La risposta è: non ne sono sicuro. Forse non me la sono goduto come potevo a causa della pioggia, forse è una meta troppo lontana, forse…chissà?
E’ un viaggio lungo e credo che se uno decide di farlo è meglio includa qualche altra meta del Kyushu come le terme di Beppu e la futura Pompei giapponese Kagoshima.
Penso di poter affermare comunque che se siete al primo viaggio in Giappone ed avete 2 settimane o meno di tempo Nagasaki è una meta che potete escludere tranquillamente.

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