Viaggio in Giappone 2010: Day 5 – Tappa ad Osaka.


Sabato 09 ottobre.

Di buon ora sotto una pioggia battente prendo un taxi per la stazione (700 yen). Treno per Hakata e da li lo Shinkansen per Osaka dove mi fermerò per la notte per poi proseguire per Takayama.

Ad Hakata mi prendo un bento pieno di cosine varie dall’aspetto delizioso che mi fa capire che a volte sarebbe più saggio comprare cose che si riconoscono chiaramente: diciamo che metà delle pietanze proposte erano per palati forti.

Nonostante la distanza notevole verso le 14.00 sono già ad Osaka. Anche qui piove, e non poco. L’unica consolazione è che questo maltempo perdura su tutto il Giappone compreso il circuito di Suzuka dove questo week end ci sarà il Gran Premio di formula1: le RedBull sono favorite e la Ferrari di Alonso ha solo da guadagnare dal maltempo. Ovviamente le cose non vanno mai come uno spera: la pioggia sarà cosi forte che rimanderanno le qualifiche al giorno dopo (non accadeva da 8 anni una cosa simile in F1).
Sotto una pioggia così, l’unico posto dove andare è la Shinsaibashi Shopping Arcade, l’enorme strada commerciale coperta in centro città e cosi lascio il bagaglio in hotel e prendo il metro.
La Shinsaibashi è veramente enorme, per di più in un piovoso sabato pomeriggio di ottobre, sembra che metà Osaka abbia avuto la mia stessa idea. E’ un autentica bolgia: sembra di essere l’ultimo week end di carnevale a Venezia e solo chi c’è stato può capire cosa intendo.
In realtà io avrei anche uno scopo: comprarmi un paio di pantaloni. Sono partito con sole due paia e ne ho rotto uno quindi spero di trovarne uno della mia taglia missione abbastanza difficile:qui per dire già trovare un t shirt XL (che di solito qui è scritta LL) è difficile, la XXL è sconosciuta. Quasi subito trovo un enorme UNIQLO. UNIQLO è una specie di OVS o H&M giapponese con la differenza che mi sembra avere una qualità maggiore rispetto a questi due marchi occidentali, pur conservando prezzi davvero economici. Da quel che sapevo in Giappone UNIQLO non è marchio molto amato perché considerato poco fine vestire da loro (come l’OVS in Italia) eppure devo dire che personalmente mi piace. Ad aprile lo avevo provato per la prima volta a Londra dove c’è ne sono diversi negozi e ci avevo comprato 5 t-shirt con personaggi di anime. Avevano anche un sacco di pantaloni colorati di cui però avevano solo taglie piccole.
Comunque mi ritrovo davanti ad un loro enorme negozio letteralmente preso d’assalto dalla folla con dei commessi fuori a regolare il traffico della folla: scoprirò poi che questo è il loro flagship store. I primi due piani sono reparto donna, il 3° e il 4° uomo e questi due sono um’pò meno affollati. I jeans si fermano alle tipiche taglie piccole giapponesi ma per fortuna c’erano dei classici pantaloni Chino anche in taglie più umane e me ne prendo un paio per 1990 yen (meno di 20 euro) a cui aggiungo un lupetto di cotone a 990 yen.

Vista la folla per pagare c’erano le file transennate tipo aeroporto ma c’erano parecchie casse aperte il che è un bene visto che i giapponesi sono piuttosto lenti dovendo adempiere a tutte le moine tipiche cliente-venditore. Sono lenti ma non trascurati; visto che pioveva hanno messo una sovra copertura di cellophane alla mia borsa in modo che non si bagnasse (vedere foto sotto): veramente un tocco di classe che ho apprezzato.

Unico inconveniente nel negozio ho appoggiato da qualche parte il mio ombrello da un euro e non son più stato capace di trovarlo. Comunque ho visto la pubblicità di un negozio da 100 yen nel grande store di Big Camera (un Mediaworld locale) e sono entrato a compramene uno nuovo. Ovviamente al primo piano c’era il reparto macchine fotografiche e decido di dare un occhiata ai prezzi per confrontarli con quelli di Nagasaki: vedo una Canon che avevo pensato di comprare e che qui costa 10 euro in più e mi congratulo con me stesso per il buon affare fatto e poi vedo la mia Nikon. Qui costa 15.500 yen mentre io l’ho pagata 18.800 e per di più vedo che hanno il dutyfree e che rimborsano anche l’IVA che sono un altro 5%. ACC… DANAZ…. MALEDIZ…. Ho speso quasi il 20% di più, con i 4,000 yen che risparmiavo mi ci potevo comperare 2 paia di pantaloni da UNIQLO.

Percorrendo tutta la Shinsaibashi street si finisce a Namba considerato um’pò il centro di Osaka, di sicuro uno dei punti d’incontro più rinomati della città. Il neon qui sopra, quello dell’atleta della Glico (marca di dolciumi) è il simbolo della città essendo qui dagli anni 50-60 ed infatti ci sono un sacco di turisti giapponesi che si fanno foto ricordo con questo sullo sfondo.

Poi finisco anche davanti ad un Apple store e non posso fare a meno di visitarlo ma dentro non è più speciale di altri già visti. Però è il primo luogo dove riesco a trovare un wi-fi non protetto dove collegarmi ad internet da quando sono in Giappone. In tutti gli hotel dove son stato fin’ora c’era collegamento internet gratuito in camera via cavo lan e non ho mai trovato un wi-fi libero da nessuna parte. Mi domando se quella di non dare il collegamento internet via etere non sia una precisa scelta (governativa?) per limitare l’inquinamento elettromagnetico.

Visto il tempo rientro in Hotel dove consumo due cose comprate in un combini guardando in TV un intervista in italiano con sottotitoli in giapponese al neo allenatore della nazionale nipponica: Alberto Zaccheroni. L’intervistatore é nientemeno che Nakata, probabilmente il più grande talento finora espresso dal calcio giapponese che vista la lunga permanenza nel nostro campionato parla un italiano più che decente. Poi, dopo la mezzanotte fanno i cartoni animati. Si avete capito bene. Per motivi a me poco noti se di giorno provi a guardare la TV fanno solo programmi di cucina e talk show demenziali. Gli anime invece gli fanno la notte e non parliamo di roba sconcia da adulti ma dei normali cartoni animati giapponesi. Misteri del Sol Levante.

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3 Risposte

  1. Andrea

    La Glico è stata anche uno dei primi sponsor di anime, negli anni 60. Titoli gloriosi come Tetsujin 28 e Eightman erano sponsorizzati proprio da questa ditta 🙂

    Fantastico il cartello, uguale a quello dell’epoca.

    14 ottobre 2010 alle 23:04

  2. Ciao Ivan, ho dato un’occhiata ai tuoi blog: veramente ben fatti. Unico neo, alcuni sono un po lunghi. Non smettere di postare che ti seguo. Ciao ciao …

    16 ottobre 2010 alle 09:34

    • Ivan Mrankov

      Che vuoi Federico, sono un logorroico. Io non ho mai amato i blog che sembrano notizie ANSA. Mi piace che una cosa mi venga spiegata con dovizia di particolari ed ovviamente questi miei gusti si ritrovano nel mio blog.
      Complimenti per il uo blog e per la felicissima scelta di mettere il mitico gruppo TNT in copertina.

      19 ottobre 2010 alle 03:06

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