Viaggio in Giappone 2010: Day 12 – Nara è sempre Nara


Sabato 16 ottobre

Giova & Miki tra l'orrenda mascotte della città: un Budda con le corna da cervo.

Oggi andiamo a Nara, piccola città (320.000 abitanti – non sembrava) ad un oretta scarsa di treno da Kyoto e Osaka che é stata capitale del Giappone dal 710 al 784 e che vanta un bellissimo complesso di templi buddisti splendidamente conservati che la rendono un autentica perla nel panorama nipponico e meta IRRINUNCIABILE per chiunque visita il paese per la prima volta.

Zibido - un pellegrino elemosinante - Giova

Arrivati a Nara vediamo che c’é parecchio movimento già di fronte la stazione, d’altronde é una bella giornata autunnale di sabato in una delle più frequentate mete turistiche giapponesi.

Vestigia di un mestiere ormai scomparso: un cantastorie marionettista di fronte la stazione.

Una delle particolarità di Nara é il fatto che da sempre tutta l’area attorno é considerata sacra come nell’isola di Miyajima (qui e qui ne ho già trattato) e per più di un millennio é stato proibito qualsiasi tipo di spargimento di sangue (umano e animale), ragion per cui qui vive una grossa comunità di cervi (considerati messaggeri divini dalla religione shintoista) che scorrazzano liberi per le strada senza manifestare alcun tipo di timore. Anzi i famelici cervi (autentici padroni della città) non perdono occasione per importunare con insistenza qualsiasi turista che abbia in mano qualcosa di apparentemente commestibile.

Un cartello avvisa che anche se mansueti i cervi non sono animali addomesticati.

Ovviamente le brave bestie godono della massima simpatia da parte dei turisti che fanno a gara per nutrirli. Il cibo preferito sono dei biscotti a base di erba e cellulosa che i locali vendono in giro per la città come in piazza San Marco a Venezia si vende il granturco per i piccioni. La cosa interessante é che sia i cervi che i piccioni non si avvicinano ai banchetti dei venditori (che evidentemente hanno insegnato loro che aggratis non danno niente) mentre i malcapitati turisti vengono letteralmente presi d’assalto: ricordo che la prima volta che son venuto a Nara nel gennaio del 2007 appena presi i biscotti fui circondato da 4 cervi e non riuscendo ad imboccarli tutti con la celerità da loro pretesa uno comincio a mordermi i bottoni del capotto.

Per strada Gianluca vede una tradizionale venditrice di patate dolci e decide di farsi uno spuntino visto l’ottimo (per il Giappone) prezzo (¥200). Peccato il prezzo per una volta non fosse al pezzo ma all’etto (era pure chiaramente scritto su un cartello a cui il nostro non fa caso) e che la patata finisce per costargli più di € 7 tra le nostre risate di scherno nonostante lui cerchi di nascondere lo shock.

Gianluca si fa spennare per una patata

La nostra destinazione é il Todai-ji (東大寺, letteralmente Grande tempio orientale) uno dei più celebri in Giappone a causa della grandezza (e’ il più grande edificio in legno del mondo) e dell’enorme statua di bronzo di Buddha (conosciuta semplicemente come Daibutsu; lett. Grande Buddha) alta la bellezza di 15 metri; la sua costruzione mando quasi in bancarotta il Giappone consumandone quasi interamente le riserve di bronzo.

La lunga coda per entrare nel tempio

Personalmente lo trovo un posto grandioso che merita assolutamente la visita: da solo vale il viaggio fino a Nara. Scopro che al tempio abbiamo appuntamento con un venerabile abate buddista amico di Miki e sua moglie che ci accompagneranno nel nostro giro. Davanti al tempio vista la bella giornata ed il fatto che é sabato c’è una fila notevole ma grazie all’abate entriamo da un entrata secondaria destinata ai gruppi senza fare la coda e senza pagare il biglietto d’ingresso.

Purtroppo é in preparazione qualche tipo di concerto di fronte al tempio che di conseguenza é addobbato frontalmente con enormi strisce di stoffa colorata e varie apparecchiature audio video ed erano disposte una grande quantità di sedie.

Nara - Todai-ji

Il tempio preparato per qualche concerto con dei festoni che ne deturpano la bellezza.

Ne conseguiva che la bellezza del tempio ne era notevolmente danneggiata e a causa delle apparecchiature non  si riusciva neanche a stare di fronte al Buddha Gigante per fare una foto centrale; se avessi pagato il biglietto d’ingresso avrei preteso un rimborso parziale.

Una delle colonne portanti nella Great Buddha Hall ha un foro nel mezzo e si dice che sia della stessa grandezza delle narici del Daibutsu… I visitatori cercano di passarvi nel mezzo perché la leggenda dice che chi riuscirà ad attraversare il foro sarà benedetto con l’illuminazione nella vita futura. I bambini possono passare senza problemi, ma per i grandi (anche quelli rachitici) é impresa impossibile. Ho chiesto al venerabile abate come sia nata la cosa ma mi ha risposto che é una bischerata che non ha niente a che fare col buddismo o lo shintoismo. A volte certe sciocche superstizioni nascono da uno scherzo o da un nonnulla e non si sa perché o come si radicano nella coscienza collettiva.

Una bambina in attesa di passare attraverso la colonna in questione.

Circondati dagli onnipresenti cervi lasciamo il Todai-ji per dirigerci verso le alture circostanti dove ci sono altri templi e monumenti interessanti.

Il nostro gruppo assieme ad abate e signora.

Mentre la moglie dell’abate sta scattando una foto al nostro gruppo viene proditoriamente assalita da un cervo che si avventa famelicamente  su una borsa di carta che le sta al braccio e che l’ingordo quadrupede inizia a divorare. Scopriremo poi che nella borsa erano rimasti dei resti di biscotti da cervo; evidentemente l’odore aveva attratto la brava bestia che di bocca buona non faceva grosse distinzioni tra biscotti o carta.

Battaglia tra abatessa e cervo miscredente.

Lasciato l’abate continuiamo a gironzolare l’area che é piacevolissima con tutto quel verde, quei templi, quelle pagode e quei cervi.

Tornando verso la stazione ci fermiamo al tempio Kokufuji che é un complesso di diversi edifici e vanta la seconda pagoda più alta del Giappone.

Al tramonto riprendiamo il treno per tornare ad Osaka. In carrozza Gianluca e Zibido si camuffano da locali e si addormentano come bravi salarymen giapponesi noi altri non resistiamo e cosi anche Marco e Giova si mettono in posa per questa foto che fa tanto Giappone.

Il riposo dei Guerrieri. Indovinate chi sono i due che dormono veramente e i due che fanno finta.

Gianluca poi vorrebbe terminare la serata con una tipica perversione giapponese andando in certi localacci dove si paga per mettere la testa in grembo ad una simil geisha e questa con dei cotton fioc giganti ti pulisce le orecchie. Sono sicuro per la cultura orientale la cosa costituisce il massimo della sensualita ma a noi la cosa convince poco e il povero sposino deve desistere. Certo meritiamo un premio da parte della sposina per aver impedito che subisse un tradimento tanto avvilente.

Cartellone pubblicitario che reclamizza uno di questi sedicenti bordelli per cavità auricolari.

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