Viaggio in Giappone 2010: Day 6 – Takayama


Domenica 10 0ttobre.

Sveglia presto, di corsa in stazione dove prendo lo Shinkansen per Nagoya, li cambio per un treno meno rapido che in un paio d’ore dovrebbe portarmi a Takayama.

Qui mi crolla il mito delle ferrovie Giapponesi.  Il treno è bello, con finestre super panoramiche e ottimi  sedili reclinabili dove c’è un ottimo spazio per le gambe MA a bordo del treno c’è un inconfondibile tanfo di latrina rotta che c’accompagnerà per tutto il viaggio.  Per sovrappiù il treno parte in senso di marcia inverso ai sedili cosa che mi indispone ancora di più ma quello sembra una necessità visto che dopo la prima fermata il treno riparte nel giusto senso cambiando binario.

Anche il paesaggio che si vede dai finestrini quando si viaggia nella regione Hida offre degli scorci a volte davvero splendidi, um’pò come nel Kyushu con in sovrappiù  i bei paesaggi montani del Giappone che è davvero bello dove l’uomo ha limitato il suo intervento.

Appena arriviamo a Takayama capisco che il posto è speciale: alla stazione, invece dei soliti cancelli elettronici ci sono tre controllori umani che ne espletano le funzioni.

Takayama, i cancelli della stazione ferroviaria

Di fronte la stazione c’é un chiosco dell’ufficio informazioni della città che ha perfino mappa e dépliant della città in Italiano: questa si è organizzazione. Per qualche informazione più approfondita visitate il sito turistico in italiano approntato dall’ufficio del turismo locale (http://www.hida.jp/italiano/).

Lascio in hotel la valigia e parto subito alla scoperta della città. Mi incammino per “Hirokoji street”, la strada che si trova proprio di fronte la stazione

Quasi subito si comincia a respirare una bella atmosfera, ci sono molte case di legno in quel tipico stile Giapponese (ormai perso nelle grandi città) che si ritrova in certi quartieri di Kyoto.

Takayama: un affollata strada nella citta vecchia.

Vedo un tradizionale negozio di soba il Sumikyu e anche se sono le 11.45 non avendo fatto colazione decido di pranzarvi subito: scelta azzeccata perché il posto è delizioso, è già pieno (prendo l’ultimo tavolo libero) ed avrò il piacere di vedere una grande moltitudine di clienti venir rimbalzata mentre aspetto di essere servito.

Takayama: Sumikyu Soba Shop. Oltre a qualche tavolo normale ci sono un paio di stanze con tatami e un paio di tavole basse ricavate da tronchi d’alberi come da foto.

L’attesa è um’pò lunga, 35 min. circa visto che qui la soba non è precotta e ci sono un paio di grossi gruppi arrivati prima di me da servire ma direi ne vale la pena. La soba è veramente squisita: si sente che è artigianale e che viene preparata senza compromessi. In una normale giornata non festiva immagino l’attesa sia assai più corta.

Per circa 1300 yen la soba con le tanto vantate verdure di montagna di Takayama: DE-LI-ZIO-SA!

Vicino alla cassa vendono la loro soba anche da fare in casa e ne prendo tre pacchi per fare dei regali, sicuro che saranno dei doni graditi.

Proseguo verso la città vecchia e vedo la folla aumentare progressivamente: non per nulla é il secondo giorno di uno dei due più importanti festival della città: la Festa d’Autunno di Takayama che si svolge il 9 e 10 ottobre di ogni anno. A sentire il sito ufficiale di Takayama il loro festival d’Autunno é una delle più belle e più eleganti feste del Giappone. L’attrazione principale sono gli splendidi carri descritti come “Youmeimon in movimento” (Youmeimon è il famoso portale decorato magnificamente che si trova al Santuario Toshogu di Nikko). Sui carri si trovano marionette fatte muovere con grande abilità.

Fatto sta che quest’anno la festa capita proprio di sabato e domenica e la cosa rende la città particolarmente affollata. La parte vecchia della città con molti edifici in legno risalenti al XIX˚ secolo é  piuttosto affascinante e oltre ai soliti negozi che vendono souvenir o specialità gastronomiche locali per turisti ci sono quelli del artigianato locale specializzato nell’intagliare oggetti di legno e mobili (sempre in legno) tradizionali e moderni.

Per chi ama il saké c’é una via di edifici tradizionali dove ci sono solo produttori di distillati: entrando dentro si sentiva il forte odore del liquore qui prodotto e stoccato e c’erano parecchi avventori che assaggiavano le varie qualità proposte prima di decidere quali bottiglie acquistare.

Passeggiando incontro un paio dei carri “Youmon in movimento” che al momento riposano in attesa di essere sollevati dai volenterosi portatori. Effettivamente sono decorati molto riccamente con uno sfarzo eccessivo, più cinese che giapponese: i particolari da cogliere sono troppi come gli ornamenti di una chiesa gotica.

 

Takayama: uno “Youmeimon” in movimento.

Takayama: le marionette sul carro

Ad un certo punto vedo arrivare una lunga sfilata di persone in costumi tradizionali.

Takayama: sfilata della Festa d’Autunno

Mi piazzo in un posticino accanto ad un palo della luce e me la godo mentre sfila. E’ piuttosto lunga e ci mette un buon quarto d’ora a passare tutta.

E’ composta da quel che capisco da un grande numero di persone che indossano vesti di pellegrini shinto che raccolgono offerte in favore di qualche tempio (visto la loro moltitudine non credo siano tutti sacerdoti) con assieme a loro dei sacerdoti che ogni tanto si fermano e su richiesta di un qualche abitante/commerciante locale entrano e benedicono una casa/negozio mentre 2/3 persone eseguono davanti all’edificio una danza rituale indossando una maschera di drago che ricorda quello delle festività cinesi.

Takayama: sfilata della Festa d’Autunno, il drago

La sfilata é composta sopratutto di locali (non religiosi) che vestono antichi costumi, suonano strumenti musicali tradizionali e tirano dei carretti che presumo raffigurino offerte che vengono portate in dono ai templi locali.

Poco prima delle 15.00 rientro in hotel per riposare um’pó e sopratutto per guardarmi in TV il Gran Premio di F1 che si tiene proprio in Giappone. Accendo la tele e cosa fanno? Torneo di golf, partita di baseball e corse di cavalli?!?! Ma come? Neanche il gran premio di casa lo fai vedere in diretta? Il GP inizierà con un ora e mezza di differita alla fine delle corse di cavalli, ma io sapevo già il risultato visto che seguivo la cronaca on-line su internet.

Esco di nuovo e faccio un altro giro esplorativo in città. Verso le 17.30 quando il buio si approssima buona parte dei negozi comincia a chiudere, qualcuno chiude anche prima; sembra che anche qui come a Miyajima la gente se la prende comoda e non fa a gara con i stacanovisti di Tokyo, Osaka o Nagoya, quelli si, autentici forzati del lavoro.

Decido di entrare in una bottega che propone simil takoyaki (le famose palle di pastella ripiene di polipo) con il ripieno di carne di manzo locale. Beh, devo dire che i migliori takoyaki che ho mangiato sono qui e non avevano il tako (ossia il polipo).

Takayama: takoyaki senza tako! Yumh!

Non fraintendetemi io il polipo in Italia lo mangio volentierissimo ma in Giappone te lo rifilano semicotto (semicrudo dovrei dire), duro e gommoso e non é sto gran piatto, anzi. Qui invece, con dell’ottima carne di manzo tagliata fine e condita e cotta con salsa teriyaki le cose migliorano notevolmente.

I padroni del locale con dei simpatici avventori.

Dentro le persone che vi lavorano sono simpatiche e provano a scambiare qualche parola in inglese ed anche gli avventori sono gente con qui fraternizzo subito.

Il posto deve godere di ottima fama locale visto che il muro é pieno di foto di avventori famosi che si sono fermati ad assaggiare le specialità del locale.

L’esterno del locale

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