Viaggio in Giappone 2010: Day 7 – Takayama, il villaggio Hida


Lunedì 11 ottobre
Mi sveglio più tardi del solito e verso le 09.30 vado a verificare l’idea Giapponese di colazione occidentale (loro la chiamano Western Breakfast) scelta perché salmone e riso la mattina mi sembra troppo, infatti mi becco wurstel, patata bollita con maionese, omelette, insalatina, fettona di pane tostato e yogurt. Mah!

Western Breakfast al Washington Hotel Plaza di Takayama

Poi con calma mi incammino verso la città vecchia.

Takayama, mappa del centro.

Effettivamente oggi c’è molto meno gente ma comunque sopratutto verso la zona del mercato mattutino Jinya-Mae vicino al tempio Takayama Jinya c’è parecchia gente. Il mercato è abbastanza sparagnino: per lo più ci sono delle anziane signore che vendono quelli che sono i prodotti dei loro orti: radici strane, qualche insalata, sottaceti e sopratutto mele (è stagione dopotutto) a dei prezzaci che a volte sfiorano il ridicolo; qui verdura e frutta sono veramente off limits.

In alcune parti della città ci sono questi canali che sfiorano le case. Molto belli ma forse essendo di Venezia sono di parte.

Negozio che vende hamburger di manzo di Hida, c’è sempre coda davanti anche perché vengono cotti dopo l’ordinazione e ci vuole il suo tempo ma personalmente trovo mettano troppo salsa che copre il sapore della carne…

Il macellaio é talmente orgoglioso del famoso manzo locale che lo taglia appositamente in questa vetrina, immagino per invogliare i clienti.

Faccio un bel giro esplorativo della parte storica di Takayama e poi torno in stazione dove prendo il bus per il villaggio Hida (Hida no Sato). Da notare che alla biglietteria offrono un biglietto andata e ritorno con ingresso che costa 900 yen e ne fa risparmiare 100.

All’ingresso vengono illustrate le attività di artigianato tradizionale che vengono insegnate quel giorno.

In caso di pioggia i visitatori possono prendere in prestito gratuitamente gli ombrelli. A disposizione ci sono anche bastoni da passeggio.

Non manca il cibo per nutrire le carpe del lago.

Sempre gratuitamente gli ospiti possono prendere delle casacche da contadini e farsi delle foto con questi vecchi strumenti agricoli.

Visto l’odio delle donne giapponesi per l’abbronzatura ovviamente ci sono anche dei tradizionali parasole di carta di riso.

Sedie a rotelle per invalidi o anziani che si stancano facilmente (anche elettriche). Per i bimbi anche le carrozzine. Ovviamente tutto gratis.

Questo villaggio è un museo a cielo aperto che si trova ad una decina di minuti di bus dalla stazione: sono state prelevate e qui trasportate molte case tradizionali della prefettura di Hida tutte risalenti al XVII° e XVIII° secolo.

In molte di queste storiche abitazioni sono inoltre stati installati laboratori di artigianato tradizionale dove maestri delle varie arti insegnano ai visitatori volenterosi la loro arte il che mi sembra un iniziativa veramente degna di lode.

Francamente non mi aspettavo un granché da questa attrazione ed invece si è rilevata veramente piacevole; ho fatto più di 170 foto e mi sono ritrovato a pensare: meno male che ho una macchina fotografica digitale e non una tradizionale, se no mi toccava venire con una cartucciera di pellicole stile rivoluzionario messicano.

In una capanna dove i visitatori possono riposarsi e prendere qualcosa da bere da un distributore avevano piazzato questo antico focolare ricavato dal tronco di un enorme albero. Bellissimo!

Il giro mi ha preso più di due ore e volendo avrei potuto starci anche di più ma i piedi reclamavano riposo ed ho dovuto dar loro retta.
Arrivato in città però decido di sfruttare la luce rimasta e mi dirigo verso la parte nord ovest della città dove in teoria ci dovrebbe essere un altro quartiere con vecchie abitazioni ed un grosso tempio.
Effettivamente questa parte della città merita veramente una visita ma mi avvedo che come Miyajima anche qui tutti i negozi chiudono verso le 17.00. Il quartiere allora si spopola e ci ritrova a girare praticamente soli per queste viuzze dal sapore antico.

Visto la giornata fisicamente impegnativa mi concedo un assaggio di sushi di manzo locale. La carne fortunatamente non é proprio cruda ma leggermente scottata ed é piuttosto buona. Consigliatissima agli amanti della carne.

Purtroppo la batteria della mia macchina fotografica provata dalle fatiche della giornata mi lascia proprio quando arrivo nel vialone del tempio e le luci del tramonto lo rendono uno spettacolo favoloso. Provo a scattare qualche foto col telefono ma non è la stessa cosa, mi riprometto di tornare l’indomani mattina anche se la luce non sarà purtroppo la stessa.
Mi riposo um’pò e poco prima delle 21.00 esco. Capisco che questa è una città che vive poco di notte: quasi tutti gli esercizi sono già chiusi o stanno per chiudere; riesco comunque a farmi servire da una simpatica signora una succulenta bistecca del famoso manzo di Hida, buona per carità ma costa e non è migliore o  più morbida di un buon filetto nostrano, gli amanti della carne nostrana si rassicurino.

Per una trentina di euro il set (riso e zuppa a volonta). Notare che la bistecca arriva sfrigollante su una piastra calda e per evitare che qualche spruzzo colpisca il cliente ci mettono una corona di cartone attorno.

Buona ma cara.

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