Viaggio in Giappone 2010: Day 16 – Addio Osaka e compagnia bella, si va a Kyoto


Mercoledì 20 ottobre

Oggi saluto Osaka e me ne vado da solo a Kyoto. Giova e Zibido vanno a Tokyo dove hanno preso un appartamento in affitto; Gianluca e Marco invece a Yokohama (che é praticamente un quartiere periferico di Tokyo) a casa di Wakako, la sposina.

Giova, Gianluca, Marco e Zibido sul binario dello Shinkansen pronti ad imbarcarsi per Tokyo

Io alloggerò a Tokyo a casa di Kunio ma ho deciso di passare una notte a Kyoto visto che voglio assolutamente  visitare il mercato che si tiene il 21 di ogni mese presso il tempio Toji e domani é appunto il 21. Per una sola notte non vale la pena di portarsi il valigione dietro e quindi lo lascio in deposito in albergo, prendo con me solo una borsa con il necessario per la notte.

Stazione di Kyoto - scorcio interno

Prendo al volo uno Shinkansen e in men che non si dica sono a Kyoto. La stazione di Kyoto é veramente fantascientifica. Enorme, cosi grande che non si riesce a fotografarla. Non sono mai riuscito ad inquadrarla nella sua globalità anche perché da li o si prende la metro o un bus mentre bisognerebbe allontanarsi per un bel tratto a piedi per vederne la figura completa.

Predo un bus che mi porta in prossimità del Super Hotel Kyoto Shijo Kawaramachi dove alloggerò oggi; pur avendo stampato la mappetta che c’era sul loro sito faccio um’pó di fatica a trovarlo nel dedalo di viuzze in cui si trova.

Kyoto: viuzze attorno al Super Hotel

Il Super Hotel Tan dei Tali é l’ennesimo business hotel dove non ti fanno entrare in camera prima dell’orario di check in che nel loro caso é addirittura alle 15.00. Di tutte le cose fastidiose che ci sono in Giappone questa é quella che mi sta più sui marroni. In qualsiasi parte del mondo, quando gli ospiti arrivano prima dell’orario di check in (che non é mai oltre le 13.00) ci si fa in quattro per poterlo alloggiare subito. Se la camera non é pronta si chiama il personale delle pulizie e lo si manda subito a farla in modo che in una mezz’ora il cliente si possa accomodare. Lo dico con cognizione di causa visto che ho fatto il portiere d’albergo per cinque anni. In Giappone no! Ti sbattono fuori presto, di solito entro le 10.00 mentre in occidente se metti il check out alle 11.00 già storcono il naso (di solito negli alberghi come si deve é alle 12.00); e non ti fanno entrare fino alle 14.00-15.00. Addirittura in certi hotel, se stai per più giorni ti fanno capire che preferirebbero tu non stessi in albergo tra l’orario di check out e quello di check in: ma che vadano a cagher!!

Kyoto: curioso queste rane che "abbelliscono" i marciapiedi. Saranno provvisorie?

Comunque lascio la borsa in hotel e vado a farmi un giro visto che la zona é piena di negozi interessanti e devo anche pranzare. Devo dire che questa é un ottima zona dove alloggiare a Kyoto: se ci torno proverò a rialloggiare qui. Compro qualche souvenir ed alle 15.00 vado in hotel a lasciare in camera gli acquisti e ad installarmi in camera. All check in il portiere mi fa notare che il loro hotel ha una vasta scelta di diversi cuscini di varie fogge, adatti a tutti i gusti e mi mostra i ripiani in cui sono esposti ma al momento ho fretta e gli dico che sceglierò qualcosa la sera: ERRORE MADORNALE!  Lascio la roba in camera e poi senza indugiare troppo decido di visitare un tempio che a quanto capisco dalla mia mappa turistica non é troppo lontano. Questa si rivelerà una scelta felicissima: infatti senza saperlo mi reco al  Kinkaku-ji o Tempio del padiglione d’oro (più spesso semplicemente “Padiglione d’oro“) che è il nome del reliquario di Rokuon-ji.

Kyoto: Kinkaku-ji o Tempio del "Padiglione d'oro": è il nome del reliquario di Rokuon-ji

Riprendo da Wikipedia: Pagoda d’oro: “Kinkaku-ji” (Tempio del Padiglione D’oro), chiamata anche Rokuon-ji (Tempio del Giardino del Cervo). Costruita nel 1397 come villa per lo Shogun Ashikaga Yoshimitsu (足利 義満, 25 settembre 1358 – 31 maggio 1408).  Yoshimitsu è particolarmente noto per essere stato l’unificatore del Paese, diviso sin dall’inizio dello shogunato cinquant’anni prima, ponendo fine al periodo delle Corti del Nord e del Sud (Nanboku-chō), nel 1392. Con questo gesto riuscì a instaurare una forte autorità dello shogunato di Muromachi su tutto il Paese, soprattutto nei confronti dei vari daimyō regionali. Nel 1394 Yoshimitsu scelse il governo del chiostro e abdicò in favore del figlio Yoshimochi, mantenendo però intatta la sua autorità fino alla sua morte. Dopo che Yoshimitsu morì nel 1408, la sua villa divenne il “Tempio del padiglione dorato” (Kinkaku-ji). Fu suo figlio che convertì l’edificio in un tempio Zen della scuola Rinzai. Il tempio bruciò due volte durante la guerra degli Ōnin.Il presente edificio è datato 1955 e fu ristrutturato nel 1987, il tetto fu ricostruito nel 2003. Vi è uno stupendo parco (kaiyū-shiki) che cinge l’aurea pagoda. La struttura è circondata da uno stagno, chiamato Kyōko-chi (Laghetto Specchio), vi sono molte isole e pietre che rappresentano la storia della creazione secondo il Buddismo.

Sotterranei a parte, l’intero padiglione è ricoperto di foglie d’oro puro. Per questo motivo l’edificio è spesso paragonato al Ginkaku-ji, il Tempio del padiglione d’argento, anch’esso situato a Kyoto. La pagoda, composta di tre piani, ha funzione di shariden e contiene delle reliquie del Buddha.

Il Rokuon-ji, il tempio in sé, presenta varie strutture oltre allo scintillante Kinkaku-ji, come i lussurregianti giardini e uno stagno a specchio (Kyōko-chi) che accentuano il lato Zen del luogo.

Appena arrivo all’ingresso del tempio capisco che questo é uno di quelli più importanti dall’imponente numero di scolaresche che vedo stanno entrando. Chiariamolo: Kyoto per la sua ricchezza ed importanza storica é la meta turistica più importante del Giappone e in qualsiasi stagione dell’anno si vada ci si trovano sempre frotte di scolaresche in tutte le località di un certo valore culturale. Non ne sono sicuro ma presumo che prima o poi tutti gli scolari nipponici sono portati almeno una volta nella vita in gita a Kyoto.

Pago il biglietto d’ingresso ed entro nel giardino del tempio senza sospettare dove mi trovo circondato da vocianti scolaresche di varie età. É vero che sono meno chiassose di quelle nostrane, sopratutto i piu grandicelli ma le classi delle elementari sono pur sempre composte da bambini piccoli e i bambini son sempre bambini, anche in Giappone.

All’improvviso, mi si palesa il laghetto con il bellissimo Padiglione dorato e anche se il cielo é grigio e scuro la vista é lo stesso mozzafiato. Perché diavolo non l’ho visitato la prima volta che sono venuto a Kyoto tre anni fa mi chiedo? Ecco cosa si guadagna ad affidarsi a pessime guide praticamente senza foto come la “Lonely Planet” che non ti fanno mai capire per bene cosa vale la pena di visitare impegnati come sono ad elencare ostelli e ristoranti economici. Le migliori guide secondo me sono quelle Mondadori che non sono altro la traduzione delle inglesi EyeWitness della DK Travel. Hanno foto particolareggiate di tutti i posti e sono tutte a colori. Vedo le località consigliate e se mi ispirano le visito. Queste si sono un aiuto serio.

Kyoto: Kinkaku-ji o Tempio del "Padiglione d'oro"

Il Tempio ovviamente coi suoi colori sgargianti attira subito la vista ma devo dire che anche lo stagno a specchio che lo circonda, con le sue isolette é veramente splendido.

Nel giardino ad un certo punto noto anche una un gruppetto di statuette in pietra di divinità non meglio identificate che circondano una ciotola nelle quale un sacco di persona si affannano a lanciare monetine. Pare che sia di buon augurio se si riesce a depositare la monetina nella ciotola il problema é che i lanciatori sono tenuti ad una distanza di tre metri da un parapetto ed avendo un solo tentativo non é facile aggiustare la mira senza contare che da quella distanza anche se si centra il contenitore é facile che la moneta rimbalzi fuori ed esca lo stesso. In fatti le statuette nuotano letteralmente in un mare di monetine come vedete nella foto.

Kyoto: Kinkaku-ji o Tempio del "Padiglione d'oro"

Ovviamente anche io faccio un tentativo senza grande fortuna.

Kyoto: Kinkaku-ji o Tempio del "Padiglione d'oro"

L’episodio del monaco che incendiò il tempio nel 1950 viene raccontata anche nel romanzo di Yukio Mishima intitolato “Il padiglione d’oro“.

Kyoto: Kinkaku-ji o Tempio del "Padiglione d'oro"

La difficoltà maggiore della visita al Kinkaku-ji é quella di far foto senza inquadrare qualcuno dei numerosi scolaretti da cui si é praticamente sempre circondati.

Kyoto: Kinkaku-ji: un maestro tira un cazziatone ad un suo allievo evidentemente poco disciplinato che cerca di far finta di pomi; tutto il mondo é paese

Anche nel complesso del tempio si arriva verso la fine ad un complesso di negozi che vendono souvenir di tutti i tipi. In Giappone c’é un autentica ossessione per l’acquisto di souvenir e nessuno si lascia sfuggire un business cosi lucrativo. Anche io faccio qualche acquisto visto che il negozio é fornito di chincaglierie molto carine e dopotutto qualche regalo a casa bisogna sempre portarlo.

Poi me ne torno verso l’albergo e mi metto a gironzolare per le Teramachi and Shin Kyogoku Shopping Arcades che sono le principali vie commerciali di Kyoto e sono piuttosto interessanti.

Kyoto: Il colonnello Sanders della KFC già vestito da Babbo Natale il 20 ottobre

Kyoto - Teramachi and Shin Kyogoku Shopping Arcades: una scolaresca delle elementari(?) viene tenuta a rapporto dai maestri

Kyoto: cartello che invita ad un comportamento decoroso e a portare a mano la bici nelle gallerie invece di sfrecciarvi a tutta birra.

Tornato in hotel scopro che i cuscini supplementari sono terminati. Pazienza mi dico, userò quello che ho in camera. ERRORE MADORNALE. Il cuscino fornito di serie é una roba strana e stra-scomoda che sembra riempito di riso o grano. Grazie a lui passerò una delle peggiori notate di sempre riuscendo a stento a dormire qualche ora.

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