Viaggio in Giappone 2010: Day 24 – Tokyo – Yokohama – Tokyo: la fine si approssima.


Giovedì 28 ottobre

Anche stamattina piove di brutto e oggi mi attende una giornata campale.

Mi alzo presto per andare ad Akihabara per comprare il washlet. I negozi aprono alle 9.30-10.00, arrivo um’pó prima e mi tocca aspettare sotto un cielo cosi plumbeo che sembra sera, mentre piove a catinelle. Laox é uno dei negozi più forniti del quartiere e sono abituati a trattare con clienti stranieri quindi qualcuno che parlicchia inglese si trova sempre. Visto che i prezzi non sono peggiori rispetto ai suoi vicini ho deciso di fare qui il mio acquisto. Chiamo un commesso per farmi consigliare. C’é un solo modello che funziona col voltaggio europeo (220-240 v), é della Sanyo e costa quasi ¥50.000 (€ 480 circa). É un modello che rapportato agli altri in vendita per il mercato giapponese é piuttosto caro visto che offre funzioni basilari; Toto e Panasonic per esempio per modelli simili fanno pagare sui ¥30.000. Volendo posso prendere un modello destinato al mercato giapponese (110 v) più lussuoso e comprare in aggiunta un trasformatore (in negozio ne sono forniti) da € 70-90 ma dopo attenta riflessione mi sembra un ricarico di complicazioni non da poco senza contare che mettere un trasformatore in bagno é comunque una scocciatura (far fare una nicchia o scatola per contenerlo e poi fare sempre la massima attenzione visto che parliamo di un ambiente umido). Scelgo il Sanyo. Un volta che comunico la mia scelta inizia il LENTO tran tran dei negozi giapponesi. Sono cortesi, ossequiosi, attenti, scrupolosi ma sono “lenti come il male™” e quando hai fretta la cosa é maledettamente irritante. Per fare una cosa per la quale in Europa servirebbero 2 minuti ci mettono 8-10 minuti. Considerando che in questo caso devono compilare anche il modulo duty free poi…Pago con carta di debito. La prima transazione non va. Tiro fuori l’altra carta di debito e il pagamento é accettato.

Torno di corsa a casa Kunio per lasciare il washlet e prendere una borsa di roba che porterò a Yokohama da Wakako. Infatti intendo andare in un centro commerciale con lei per comprare um’pó di cibarie e di accessori da cucina che mi spedirò via posta e insieme ai miei acquisti mi spedirò parte dei vestiti che mi sono portato dietro in modo da liberare spazio nel bagaglio con cui rientro. Certo visto che spedisco la roba via mare ci vorranno 2-3 mesi ma tanto é tutta roba estiva e non mi servirà subito. Inoltre é un ottimo stratagemma da usare contro gli avidi doganieri europei che non amano rovistare tra vestiti sporchi e che se vedessero solo roba nuova di zecca nella propria confezione scintillante potrebbero anche decidere di farti pagare dazio *. E’ una cosa che avevo fatto già nel mio primo viaggio in Giappone. Riempio la borsa di vestiti, modellini e tutti  gadget dei Tigers trovati allo stadio e riparto sempre sotto la pioggia verso la stazione.

Mi fermo a prelevare da un bancomat. Operazione rifiutata. Usiamo l’altra carta. Operazione rifiutata!??? Che diavolo, vediamo i movimenti su questa carta. Ah é quella usata per pagare il washlet. E allora perché l’altra non funzia, vediamo anche qui i movimenti.  Ah é quella usata per pagare il washlet. Pure??? Ma mi hanno fatto il doppio addebito. Allora anche la prima carta che avevo provato é stata caricata. Stupendo! Facciamo un salto da Laox per dargli una tiratina d’orecchi, che importa se devo andare da Wakako a Yokohama che é proprio in direzione opposta ad Akihabara?

Con la borsa che piccola non é in questa bella giornata di pioggia battente vado a Shibuya, poi ad Akihabara, tiro cazziatone a quelli di Laox e poi faccio annullare uno dei due addebiti, comunque il riaccredito non é immediato il che é una bella fregatura. Poi di nuovo in treno con vari cambi per arrivare a Yokohama. Lo scherzetto di Laox mi é costato almeno 2 ore se non di più. In stazione chiamo Wakako che arriva poco dopo. Mi dice che Gianluca e Marco sono andati a Tokyo visto che io tardavo tanto. Comunque mi porta in un grande supermarket a ridosso della stazione dove faccio aiutato da lei um’pó di compere: Soba, salsa per la Soba, un sacco di dadi giganti per fare il curry giapponese, caramelle, chewingum e sopratutto Pocky di tutti i gusti e varianti.

Pocky in tutti i gusti pensabili ed immaginabili

Compro inoltre qualche piccolo accessorio per la casa di quelli che si trovano solo in Giappone: molti gli definirebbero inutilità ma io non sono d’accordo; se una cosa ti facilita la vita e costa poco perché non prenderla? Poi vista la pioggia prendiamo un taxi per arrivare a casa di Wakako. Un migliaio di yen decisamente spesi bene! A casa sua lasciamo il contenuto della mia borsa (nascondendo per bene il merchandising dei Tigers visto che a quanto pare suo padre é un riprovevole fan dei Giants) e le buste della spesa, ci penserà lei a spedire il tutto quando avrà la macchina di sua madre disponibile. ♡Troppo Buona! ♡Grazie. ♡Grazie.

Chiamiamo un altro taxi e ci facciamo portare in stazione dove prendiamo un treno per Tokyo. Abbiamo appuntamento con gli altri in zona Roppongi e siamo um’po’ in ritardo per colpa di Laox, grrr. Usciamo dal metro’ sotto una pioggia battente.

Marco, Gianluca, Mikio e Wakako.

Ci incontriamo in uno Starbucks con Marco, Gianluca e Mikio (il simpatico cuoco conosciuto al matrimonio dei ragazzi). Purtroppo non ci sono Giova e Zibido: visto il tempo orrendo hanno preferito restare a casa e francamente non posso dar torto ma la cosa mi spiace molto visto che non li potrò salutare, domani mattina parto troppo presto.

Mikio ha deciso di portarci in un ristorante um’po’ particolare (dopotutto se non li conosce lui che é del mestiere…) specializzato in pietanze a base di pollo e dove si serve il sashimi di pollo CRUDO.

Ci incamminiamo sotto la pioggia (tutti con l’ombrello ovviamente) per raggiungere il ristorante che si trova a una decina di minuti a piedi. Seguo gli altri e passiamo davanti a diversi scorci architettonici/artistici originalissimi che meriterebbero di essere fotografati ma i ragazzi a causa del acquazzone sotto il quale ci troviamo non mi sembrano in vena e cosi anche io non oso fermarmi.

Il bancone del PolloRistorante: c'é anche una saletta con tavoli nel retro.

Arrivati al ristorante ci accomodiamo in una saletta e lasciamo che sia Mikio ad ordinare anche per noi visto che é l’anfitrione di questa serata e conosce bene il posto e le sue specialità. Ma com’è il sashimi di pollo?

‘Na MERDA!

Sashimi di pollo: gira e rigira hai voglia a intingerlo in salsette varie, sempre pollo crudo é!

Comunque, se ci tenete a conoscere veramente il gusto del sashimi di pollo andate al vostro supermercato di fiducia, accattatevi un pollo Amadori o un Galletto Amburghese Vallespluga, tornate a casa, aprite la confezione, lavate per bene il pollastro con acqua fredda corrente e poi dategli un bel mozzicone. Se siete tipi particolarmente raffinati potete intingere il boccone in um’po’ di salsa di soia prima di addentarlo.

sd

Gianluca tra Mikio e Wakako: stasera grazie al fatto che é vegetariano ha mangiato meglio di tutti noi.

Io e Marco siamo esterrefatti da queste sublimi pietanze. Gianluca da buon vegetariano se la ride sotto i baffi guardando le nostre facce. Gli indigeni invece si gustano il pasto come se fosse il non plus ultra delle leccornie. Mi sembra hanno portato anche qualche pezzo di pollo cotto ma traumatizzato com’ero non credo neanche di averci badato. Ad un certo punto Mikio si é assentato da tavola (non per sputare quel che aveva ingurgitato)  ma per pagare la cena senza che ci potessimo opporre. Che dire? E’ una persona veramente squisita, simpatica, generosa; l’unico appunto che gli vorrei fare e il seguente: – Caro Mikio, facciamo che la prossima volta andiamo in un ristorante di ramen o tempura o katsudon. Spendiamo meno e sopratutto spendiamo MEGLIO.

La torre di Tokyo fotografata in uggiosa serata ottobrina da Roppongi Hils

Lasciato il locale decidiamo di fare una puntatina a Roppongi Hills che é in zona. E’ un posto che mi é sembrato meritevole di visita ma in una serata di pioggia come questa, verso le 10 di sera, mentre tutto sta chiudendo, penso perda gran parte del suo fascino. Arriviamo in una piazza interna coperta dove é stato appositamente lasciato uno squarcio nel muro attraverso il quale si inquadra perfettamente la torre di Tokyo che la sera fa la sua porca figura, peccato che in una serata cosi umida non si riesce a fare una foto decente: ho fatto una dozzina di scatti e il meglio che é uscito é quel vedete qui sopra.

Wakako e Mikio: siamo ad un melanconico addio.

Prendiamo un dolce in una pasticceria (o era uno starbucks?) che ha dei tavolini nella piazzetta coperta e poi mestamente ci salutiamo e ci dirigiamo verso i nostri rispettivi treni: i ragazzi devono tornare a Yokohama e devono partire con un certo anticipo.

Anche questa bella vacanza é finita e domani ci tocca rientrare alla base.

*P.S.  Riguardo la roba che mi ero spedito: é arrivata dopo due mesi e mezzo circa. I cartoni sono due e la dogana ha deciso di ispezionarne uno. Mi chiamano presso i loro uffici e mi chiedono cosa contengano e io gli é lo dico: qualche giocatolo, vestiti sporchi miei e sopratutto cibarie.

  • Doganiere stronzo: Cibarie, come cibarie? Non lo sa che é proibito farsi spedire cibo da paesi extra UE?
  • Io: Proibito? Ma da quando? UN sacco di gente si fa spedire roba da amici giapponesi e nessuno ha mai avuto problemi.
  • Doganiere stronzo: É proibito. Proibitissimo!
  • Io: Ma allora io che faccio?
  • Doganiere stronzo: Eh, le sequestriamo tutto.
  • Io: Sequestrate tutto? Ma suvvia é tutta roba secca. Pasta, salse, biscotti, salatini. Non c’è niente di fresco. Non c’è carne o qualsiasi roba di derivazione animale.
  • Doganiere stronzo: Tutto. Sequestriamo tutto!
  • Io: 😥

Seguo il doganiere nel locale apposito. Lo vedo prendere il pacco ed aprirlo. Comincia a rovistare tra vestiti sporchi, modellini di Lady Oscar e Maison Ikkoku, bastoni da fan dei Tigers grucce porta cravatte e 3/4 pacchetti di chewingum.

  • Doganiere stronzo: Il cibo dov’è?
  • Io: Sarà tutto nell’altro pacco.
  • Doganiere stronzo: Collega dov’è l’altro pacco che ha lo stesso destinatario? Me lo puoi tirar fuori?
  • Collega: Eh no, non lo puoi controllare. Abbiamo deciso di controllare solo uno dei pacchi e l’altro l’abbiamo già timbrato e sdoganato.
  • Io: 😆
  • Doganiere stronzo: 👿
  • Io: Allora questi chewingum me li sequestrate?
  • Doganiere stronzo: Che fa lo spiritoso?  😡  Vada! Vada! Per questa volta passa.

Lolissimo.

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