Viaggio in Giappone 2010: Day 25 – Ritorno: una tranquilla giornata da bestemmie, una triste giornata per arte e cultura ovvero come si può arrivare a rimpiangere la vituperata Alitalia.


Venerdì 29 ottobre.
Vorrei dire che mi sveglio presto perché vorrebbe almeno dire che ho dormito ma così non è. Come sempre in Giappone l’ultima notte la passo a fare i bagagli.
Lascio casa di Kunio verso le 04.35 e per fortuna non piove perché comunque carico come sono non potrei tenere l’ombrello che lascio in eredità al mio gentile ospite.
Arrivo a Shibuya e prendo il Narita Express che in ore 01,15 mi porta a destinazione con largo anticipo per il mio volo delle 10.50 ma in questi casi meglio mettere in conto qualche imprevisto e giocare in anticipo, inoltre è imperativo quando si ha bagaglio evitare l’ora di punta che qui inizia presto e finisce tardi. Credetemi nella rush hour qui non guardano in faccia nessuno: si lotta col coltello tra i denti e non si fanno prigionieri. Tokyo in questo è spietata.
All’ufficio della JR restituisco la mia carta Suica che aveva dentro ancora 610 yen di credito ed il deposito di 500 yen e c’è una bella sorpresa all’Italiana: trattengono 200 yen per l’operazione, questo però non stava scritto da nessuna parte; dicevano che la cauzione di 500 yen viene restituita, punto. Mi piacerebbe queste quisquilie fossero menzionate chiaramente, sono meno di 2 euro e mi sento per la comodità e per il tempo che fa guadagnare di consigliare a tutti l’uso della Suica-Pasmo ma vorrei informazioni chiare. Mi sa che a saperlo, per 300 yen me la tenevo come souvenir tanto più che tutti i negozi duty free all’interno dell’aeroporto l’accettano quindi potete far fuori eventuali crediti residui lì dentro.

Vado all’accettazione bagagli dell’Austrian visto che ho fatto il check in on line e qui cominciano le magagne. La valigia pesa 29,8 Kg.
La tipa mi sequestra il mio tubo porta poster/calendario e me lo fa imbarcare:chissà in che condizioni mi arriva? Poi pretende di pesare anche la mia sacca: 14,9 Kg.
– Ma non si può portare un bagaglio a mano più pesante di 8 Kg, bla bla bla è pericoloso bla bla bla. Deve spostare bagaglio nella sua valigia principale e se ha un cappotto le conviene indossarlo.
– Va bene, torno subito.
Mi apparto, metto il computer nella mia borsetta a tracolla, indosso l’impermeabile sopra la giacca mentre nella sala ci saranno 30 gradi, sposto qualche artbook nella valigia che incredibilmente li raccoglie e torno all’accettazione. Vado dalla collega accanto della stronza di prima che passa la mia pratica alla collega. La valigia adesso pesa 31 Kg e la sacca 9. – Per un chilo si chiude un occhio, no? dicco con cattiveria fulminandola con lo sguardo. Non ha coraggio di controbattere e comincia a far i conti di quanto mi farà pagare per il sovrappeso. Fanno in tutto 460 Euro. Sti cazzi! Meno male che c’è gli ho penso malinconico mentre mi rendo conto che alla fine il biglietto mi viene a costare lo stesso quasi 1200 euro. Poi un barlume di lucidità mi attraversa la mente: 11 Kg. di sovrappeso! 460 Euro! MA DE CHE’?
– ALT! FERMA UN ATTIMO! Ma la convenzione internazionale dice 20 dollari a chilo, perché 460 euro?
– Quella è la convenzione tra USA e Europa. Qui è di 40 Euro al chilo.
– COSA????
– …e in più 30 euro per la pratica che ci costringete ad aprire per l’overweight…
– QUARANTA EURI AL CHILO, MA VOI VI DROGATE!!! E DI BRUTO PURE.
– Nani?
– NANI STO CA220!! NON E’ POSSIBILE STA CIFRA.
– …è la convenzione tra Giappone-Europa…
– LADRI DI MERDA … (per motivi di opportunità non riferirò con troppo zelo le precise parole che ho attribuito a tutti i presenti  e ai che mi capitavano sotto tiro)
Realizzo che il reale costo dei libri che mi sto portando dietro va decisamente ricalcolato, quindi decido di sbarazzarmi di parte del bagaglio.
Mi apparto di nuovo e tiro fuori i libri più pesanti, tutti sull’ukyo-e. Sono veramente dei mattoni. Ma sono delle opere d’arte: degli anni ’60 per di più, Gli ho pagati poco al mercato di Kyoto ma il sovrapprezzo aereo è davvero troppo. Sono loro purtroppo gli agnelli sacrificali al mio portafoglio assieme a 3 splendidi dépliant pesanti e lussuosi delle case giapponesi. Ma buttare gioielli simili è un delitto verso arte e cultura. Decido di lasciarli su una panchina ma subito arriva uno sbirro della security che mi dice che non posso lasciarli (…spesso gli sbirri e i carabinieri al proprio dovere vengono meno, ma non quando sono in alta uniforme e gli accompagnarono al primo treno… cit.) . Con la morte nel cuore mi tocca la vergogna di buttare dei libri (e che libri) nel cestino della spazzatura, non ho potuto dar loro neanche la chance che qualcuno gli raccogliesse. Triste il giorno in cui li ho comprati da un amorevole libraio per gettarli nella monnezza dopo pochi giorni.
Abbattuto torno all’accettazione, di nuovo dalla prima stronza: 26,2 Kg. – Sono 2 Kg di sovrappeso, più i costi per la pratica. Ma se sono 6,2 i chili di sovrappeso??? Vabbè taccio che è meglio, forse vuol farmi pagare di meno o forse è veramente scema, penso.
Mi chiede:
– Dove risiede?
– In Bulgaria
– Da quanto tempo?
– Ci lavoro da quasi 2 anni.
– Non vedo il visto.
– Che visto?
– Quello per la Bulgaria.
– Non serve.
– Qui c’è scritto che serve per chi sta più di 3 mesi.
– Qui dove? La Bulgaria è nell’Unione Europea. Il mio è un passaporto Italiano (paese comunitario) ergo non ho bisogno di alcun visto.
– Ma qui c’è scritto.
– MA QUI DOVE? TRA PAESI COMUNITARI NON C’E’ BISOGNO DI ALCUN VISTO!
– Non avete per caso un visto di un paese Schengen sul vostro passaporto?
– ???? Ma siete NORMALI. L’Italia è un paese Schengen quindi è impossibile che vi sia un visto Schengen sul mio passaporto.
– E un visto bulgaro?
CALMA! 1,2,3,4,5,6…CALMA.
– La Bulgaria è un paese comunitario, e non mette visti sui passaporti dei cittadini UE, inoltre in Europa molti viaggiano con carta d’identità sulla quale non c’è il posto fisico per mettere timbri e visti.
– Ha la carta d’identità?
– Si, a casa. Non l’ho portata visto che in Giappone non è riconosciuta.
Mezz’ora persa in queste stronzate mentre queste non sanno neanche dove si trovano e intanto rubano lo stipendio e cosa più grave rubano tempo a me per non parlare della crisi di nervoso che mi sta venendo e pensare che sono un tipo piuttosto impassibile.
Alla fine si convincono e mi consegnano la cedola da pagare: 10.500 yen.
– Devo Tornare qui a mostrarle che ho pagato?
– Si, dopo che ha pagato, venga a mostrarmelo.
Vado, pago, torno a mostrare la cedola.
– Non c’era bisogno di mostrarmela, prosegua pure.
– MA TU C’HAI LA FACCIA COME IL CULO, LA MADRE………MA SEI DEFICIENTE? MA LO PARLI L’INGLESE? MA CHI TI HA MESSO A LAVORARE QUI……………….

Veramente le impiegate dell’Austrian  a Narita sono inqualificabili. Se non sai l’inglese NON puoi lavorare in un aeroporto!

Passo rapidamente il controllo passaporti e mi avvio verso i negozi per spendere i miei pochi yen rimasti. C’è anche un negozio di elettronica; vado a dargli un occhiata e ricevo il colpo di grazia definitivo: vendono proprio qui, allo stesso prezzo, il washlet della Sanyo da me acquistato ad Akihabara. Cioè non solo mi sarei potuto risparmiare tutta l’odissea del giorno prima per comprarlo ma potevo farlo dopo aver consegnato il bagaglio e avrei avuto 6-7 chili di meno di bagaglio ed avrei evitato il casino sovrappeso.  Me lo avrebbero dato nel suo cartone e se all’imbarco lo avessero considerato troppo grosso (cosa quasi sicura) una delle hostess avrebbe chiamato un addetto bagagli e l’avrebbe fatto imbarcare senza comunque farmi pagare una lira in più: per la roba presa al dutyfree non si paga mai.

Prendo l’ottimo aereo Austrian a cui gli aerei Alitalia non hanno nulla da invidiare e dopo 12 ore arrivo a Vienna. Ho 4 ore da aspettare per il mio aereo per Sofia quindi ne approfitto per stendere questo resoconto, poi vado ad imbarcarmi quando arriva un messo della Austrian che ci avvisa che il volo ritarda lievemente e che invece che alle 20.00 partirà alle 23.10. Bene, così arrivo alle due del mattino contando un ora di fuso orario. Però ci offrono qualcosa da mangiare al bistrot dell’aeroporto.
Bene vado a vedere se ci sono gli zoccoli di bue ripieni (specialità locale di pregio), comunque grazie Austrian, sei riuscita a farmi rimpiangere la nostra povera Alitalia che ha mille difetti ma almeno ne è consapevole e non si azzarda a far pagare l’overweight dei bagagli ai passeggeri.

austrian lines YOU SUCK!

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6 Risposte

  1. Ciao Ivan, mi vien da piangere per tutti i disguidi o incomprensioni che hai avuto durante l’imbarco. Spero comunque ti sia rimasto un bel ricordo di questo “Sol Levante” … e pensa a noi che ci viviamo. A presto e ciauZ!

    1 novembre 2010 alle 13:04

    • Ivan Mrankov

      No Federico, il ricordo e’ ottimo ma neanche il Sol Levante e’ perfetto. In effetti per voi residenti la totale mancanza di flessibilita’ giapponese deve essere la cosa piu’ fastidiosa, se una cosa non e’ come da manuale vanno subito in crisi, non per niente hanno un detto che fa piu’ o meno: “la legge puo’ sovvertire la ragione ma la ragione non puo’ mai sovvertire la legge” concetto assolutamente inaccettabile per noi occidentali.
      Inoltre per dei perfezionisti come i giapponesi trovo che il livello del loro inglese in aeroporto e’ assolutamente insufficiente. Almeno in aeroporto, SAPPILO!

      2 novembre 2010 alle 11:57

      • Non discuto il dubbio perfezionismo e livello culturale del sistema giapponese, come non discuto neanche il livello degli altri paesi; ma solo come un viaggiatore qualsiasi, che in casi come questi gli passa la voglia di ritornare.

        8 novembre 2010 alle 14:37

      • Ivan Mrankov

        Bé, si, mi hanno fatto penare parecchio ma non al punto da lasciare un brutto ricordo che mi faccia dire: Mai più!
        I bei ricordi e l’ottima impressione generale non viene compromessa da qualche screzio in aeroporto.
        Devi sapere che molti viaggiatori in genere quando tornano dal Giappone hanno un piccolo shock nel rendersi conto quanto sia malmessa l’Italia in quanto a ordine e pulizia ma io invece devo confessare che provo subito sollievo nel trovare da per tutto cestini della spazzatura: sono veramente troppo comodi e la loro mancanza é una delle cose che piu mi pesa nel Sol Levante.
        Immagino per voi che in Giappone ci abitate lo shock dei mal costumi italioti sia anche maggiore, ma con qualche buona pietanza tipica di quelle che si trovano solo da noi probabilmente le cose tornano a posto.

        10 novembre 2010 alle 15:08

  2. Massimiliano Cozzi

    Ciao, volevo farti notare che dalla suica non restituiscono 210 yen dopo la riconsegna è chiaramente indicato nel manualetto in inglese che viene consegnato all’aeroporto di Narita, oltre ad essere chiaramente indicato sul sito della jreast.

    19 marzo 2012 alle 01:28

  3. Annalisa

    ho letto il resoconto della tua vacanza con grande piacere 😊
    Fra 1 mese e mezzo partirò per la mia prima vacanza in giappone! (La sogno da quando ero una bambina e leggevo i manga e guardavo i cartoni) e leggere il tuo diario di viaggio è stato davvero bello e divertente. Grazie 😊

    1 agosto 2016 alle 22:26

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