Del fatto che la Coca Cola tratta come zerbini i clienti italiani, della Cherry Coke e della One O One che credevo erroneamente defunta


Quest’anno ricorre il 125 anniversario della Coca Cola bibita che io ho sempre amato. Per festeggiare questo anniversario tutt’altro che comune qui in Bulgaria ha fatto uscire un pacco speciale che contiene 4 bottigliette di vetro da 25 cl. che ripercorrono sommariamente la storia delle bottiglie in cui é stata imbottigliata negli anni. Personalmente l’ho trovata un idea molto carina e anche il prezzo era piuttosto conveniente: al Carrefour vendevano la confezione a più o meno € 1,75 che é ottimo per quattro bottiglie di vetro (una d’epoca e tre moderne).

Coca-Cola celebra i suoi 125 anni di attività riproponendo in una edizione limitata le quattro bottiglie di vetro che hanno fatto la storia del marchio: Hutchinson (1899), Straightwall (1900), Samuelson (1915 - Non è mai entrato in produzione perché il suo diametro era più largo della base e lo rendeva instabile nei nastri trasportatori delle fabbriche ) e la Historic Contour (1916 - Una versione rivista della precedente venne proposta nel 1916, diventando la prima bottiglia “natalizia”, oggi molto popolare tra i collezionisti.).

Per curiosità ho voluto controllare se anche in Italia c’era questa iniziativa e non sono rimasto troppo sorpreso quando ho visto che sul sito italiano non c’era niente del genere visto che da sempre la Coca Cola bistratta i clienti italiani. Il perché é semplice: in Italia Coca Cola é da sempre leader assoluta del mercato, realizza in Italia vendite per 1,6 miliardi, copre il 52% del mercato delle bevande gassate e l’ 86% del mercato delle cole. Sono come vedete cifre da monopolio assoluto che difficilmente possono migliorare ulteriormente.

Prima che nel 1994 arrivi la bottiglia di plastica, Coca Cola usa alcune variazioni sul tema della bottiglia

Pepsi che negli altri mercati é molto più forte (in alcuni supera anche Coca Cola) in Italia é annichilita dalla strapotenza Coke tanto che nel 2009 ha chiuso il suo unico impianto di imbottigliamento italiano preferendo affidare il compito agli impianti della san Pellegrino.

Le principali bottiglie di vetro Coca Cola

Non potendo allargare ulteriormente le sue quote di mercato da sempre Coca Cola Italia brilla per l’assenza di iniziative promozionali e pubblicitarie degne di nota. Ma la cosa più fastidiosa é che l’azienda non introduce mai le nuove bibite che vengono regolarmente introdotti sugli altri mercati. La Cherry Coke per esempio o la Vanilla Coke (gusti molto buoni entrambi). I vari gusti della Cola Light, i vari gusti della Fanta, e della Sprite sia Light che normali. In Italia vista la concorrenza nulla insomma la scelta é ristretta ai gusti più classici e tanto peggio per il consumatore. Qui, qui e qui potete trovare alcuni dei gruppi fondati su Facebook che invocano l’arrivo di queste bibite paradisiache anche sull’italico suolo. Purtroppo fino a quando le quote di mercato rimarranno queste difficilmente qualcosa si muoverà. I fortunati che vivono vicino al confine di Francia, Austria e Svizzera (in Slovenia non so come é la situazione) possono rifornirsi all’estero, per gli altri é dura: su eBay si possono comprare da dei siti tedeschi o inglesi ma il trasporto fa più che triplicare i prezzi. Poi ci sono alcuni locali selezionati come a Napoli qui o a Salerno qui che le importano. Se sapete di altri posti comunicatemeli pure che sarò felice di aggiungerli.

La Coca Cola alla ciliegia. Questa é la confezione di quella prodotta in Gran Bretagna.

Qui in Bulgaria cercando um’pó riesco inoltre a trovare anche la Cherry Coke (la ADORO), la 7Up Cherry (mica malvagia) la Dr. Pepper (che inspiegabilmente é la bibita non cola più venduta in America; dire che é disgustosa é poco: fa veramente cagare; non conosco nessuno a cui piaccia), la Coca Cola light al limone, la Coca Cola light alla ciliegia e vari gusti di Fanta.

La 7up Cherry ha decisamente un piú marcato gusto di sciroppo di ciliegia rispetto alla Cola. Importata dalla Germania.

Di solito questi gusti speciali sono più cari del 30-60% rispetto a quelli classici (non gli imbottigliano qui sul posto ma vengono importati) ma é bello poter scegliere cosa che in in Italia non é possibile. D’altronde una delle prime cose che salta all’occhio quando si va all’estero é la grande varietà di bibite che hanno gli altri e non capisco il perché. Sento dire che é perché gli italiani son bevitori di vino e acqua e hanno troppo buon gusto in ambito culinario per essere dei grandi consumatori di bibite argomento che mi sembra assolutamente risibile e campato per aria visto che i McDonald’s abbondano anche nel Bel Paese.

Ultimamente sto trovando la Cherry anche con questa diversa grafica: é prodotta in Polonia. Interessante il fatto che su questa scrivono "Cherry Coke" mentre sull'altra "Coca Cola Cherry". Forse é dovuto al fatto che questa é un motivo vintage che veniva usato negli anni '90.

Il problema vero credo sia la mancanza di concorrenza per il gigante di Atlanta e la passività dei consumatori: perché deve introdurre per esempio la Cherry Coke che andrebbe a far concorrenza proprio alla Coca Cola classica? Non conviene visto che aumentare la varietà aumenta bene o male i costi. Anche Barilla sarebbe ben felice in assenza di concorrenza di proporre solo Spaghetti e penne ma non se lo può permettere perché i concorrenti se la mangerebbero viva. I produttori italiani inoltre riescono a essere concorrenziali nel campo delle aranciate con San Pellegrino, Oransoda e Lemonsoda (che sono assai piu buone della Fanta) ma in quello delle cole forse a ragion veduta neanche ci provano, mi ricordo negli anni ’80 avevano provato a lanciare la One O One, ma questa é sparita quasi subito non riuscendo a scalfire il monopolio americano nonostante una campagna di lancio massiccia (Era un prodotto che appariva continuamente nel telefilm I ragazzi della 3 C).

Uno dei motivi dell’insuccesso della bibita italiana é stato la reazione della Coca Cola che non é mai stata tenera con la concorrenza (leggendaria la sua guerra a base di colpi bassi su scala mondiale con la Pepsi) tanto che nel 1987 la San Pellegrino la porto in tribunale per abuso di posizione dominante: ” Secondo la ditta italiana, la Coca Cola ha messo in atto sul mercato italiano un sistema di contratti a base di sconti fedeltà e premi annuali che impediscono ai rivenditori di bevande di servire altre bibite a base di cola che non siano denominate Coca Cola. In questo modo dicono gli avvocati della San Pellegrino è impossibile accedere alle reti di vendita, soprattutto a quelle della grande distribuzione perché la Coca Cola ha eretto un vero e proprio muro che impedisce l’entrata di qualsiasi concorrente sul mercato”. Qui l’articolo completo tratto dall’archivio di Repubblica. La cosa all’epoca non diede grandi risultati, penso che se il processo si ripetesse oggi con le severe regole comunitarie in vigore l’esito sarebbe ben diverso (le multe comminate a Microsoft e Intel degli ultimi anni hanno dimostrato che ormai certe pratiche commerciali scorrette possono costare molto care).

Controllando sul web non solo ho scoperto ben 3 gruppi di facebook dedicati a questa cola defunta ma anche il fatto che in alcune regioni del sud Italia (particolarmente in Puglia) viene ancora regolarmente venduta. Immagino al nord non venda abbastanza se l’azienda non si prende la briga di distribuirla, personalmente non la vedo dagli anni ’80 ma ricordo che il gusto  non mi faceva impazzire.

Annunci

16 Risposte

  1. Silvia

    Mi è piaciuta molto questa analisi… Ma adesso ti pongo una domanda… Perchè le altre marche di cola (tipo pepsi e 7up) non introducono loro in italia questi nuovi gusti? potrebbero battere sul tempo la coca cola e accaparrarsi una buona fetta di mercato.
    Molte persone comprerebbero quei gusti anche se il marchio non è coca cola. Mi ricordo che la pepsi lime vendeva bene…
    Non è che per caso in italia questi nuovi gusti di coca cola non possono essere venduti per legge? Che ne so… magari aromi e coloranti non vanno bene ecc..

    4 novembre 2011 alle 13:38

    • Ivan Mrankov

      No Silvia non ci sono controindicazioni di nessun tipo riguardo le leggi sanitarie italiane.
      E’ una questione di marketing credo.
      Purtroppo gli italiani sono considerati molto conservatori nei gusti e quindi nel nostro paese si preferisce evitare prove che potrebbero rivelarsi economicamente controproducenti. Se vai in qualsiasi paese europeo “ricco” vedrai che hanno una varietà di bibite molto ma molto più vasta.

      10 novembre 2011 alle 08:03

  2. flavio

    Ciao, anche a Torino c’è un Pub che vende la coca cola alla vaniglia e alla ciliegia

    15 dicembre 2011 alle 17:29

    • Quale pub??? Sn di Pinerolo e le voglio assaggiare

      10 agosto 2012 alle 23:44

    • Franco

      Ciao Flavio, sono Franco….. sto cercamdo Dr. Pepper come il santo graal….mi sai dire per favore in quale Pub a Torino posso trovarla per favore ? Grazie

      23 ottobre 2012 alle 05:28

  3. silvio

    dr.pepper mi piace troppo per il gusto cosi speziato

    6 giugno 2012 alle 19:28

  4. Ottimo articolo. Sapevo anche io che in qualche bar di Brindisi vendevano la one-o-one 🙂

    28 giugno 2012 alle 23:16

  5. Carlo

    Articolo interessante. Si potrebbero avere le fonti riguardanti i dati di mercato (market share e fatturato?). Grazie.

    30 luglio 2012 alle 15:26

    • Ivan Mrankov

      Avevo trovato cercando in rete. In particolare c’erano degli articoli di Repubblica o Corriere che parlavano della denuncia della One O One che si era trovata impossibilitata a entrare sul mercato visto la politica scontistica Coca Cola. Avevo salvato i link ma ho dovuto formattare il computer e li ho persi. Negli articoli c’erano anche i dati. Prova a googlare One O One Cola.

      1 agosto 2012 alle 22:52

      • Carlo

        Grazie mille! Proverò come suggerito…

        6 agosto 2012 alle 08:27

  6. Nifriz

    Trovi informazioni in merito anche su Wikipedia.
    Comunque il problema monopolio lo causa la cultura stesso dell’italiano, che appunto non vuole sperimentare nuove cose, che “non conosce”. Un bene ed un male allo stesso tempo.

    30 agosto 2012 alle 14:04

  7. Alberto

    Allora ragazzi, parlo da operatore del settore. Le bibite italiane per qualita’ e sapori, sono universalmente riconosciute le migliori al mondo: dalle aranciate, chinotto, gazzose, limonate, per qualita’ media, non abbiamo concorrenti. Nel nostro paese e’ difficile far bere alle persone cocacola addizionata al succo di ciliegia o altri mix a dir poco improbabili. Premesso che i gusti sono gusti e tutti vanno rispettati, non dimentichiamoci che la DR. pepper a cavallo tra gli anni 80 e 90a aveva provato a distribuirsi in Italia, e con una forte campagna pubblicitaria, ma dopo solo 2 anni fu completamente tolta dal mercato e nel settore della distribuzione viene ancora ricordato come uno dei flop piu’ grossi. Io distribuisco tanto la coca che la pepsi che sono ottime, anzi, ma se togliete le cole, le piu’ imitate al mondo sono le bibite italiane, ma con risultati che lasciano molto a desiderare.

    7 novembre 2012 alle 00:42

    • Merco Casty

      Sono assolutamente d’accordo ed aggiungo anche che già le “cole” esse stesse, che ormai beviamo per via dell’egemonia culturale statunitense, i nostri vecchi le consideravano improbabili intrugli o porcherie, preferendo le tradizionali bibite alla frutta o le gazzose (lo stesso mio nonno paterno amava allungare il suo vino autoprodotto, che era piuttosto aspro, con l’aranciata amara Sanpellegrino).

      Ad ogni modo anche io, pur essendo di una generazione diversa, sono dell’idea che la cultura del “bere bibite” regolarmente ai pasti (come fanno negli USA) sia piuttosto deleteria per la salute. L’assunzione di troppi zuccheri (che ormai infilano un po’ dappertutto nei cibi industriali) nei paesi occidentali ha creato un’epidemia di diabete.

      6 agosto 2014 alle 22:05

  8. Pingback: Recept: salade met Coca-Cola |

  9. Stefano

    La pepsi viene inbottigliata dalla san benedetto non dalla san pellegrino!

    11 luglio 2017 alle 08:46

    • o' professo

      IMBOTTIGLIATA, non INbottigliata…. davanti alla B e alla P si usa sempre la M…. regola da 1a elementare

      11 luglio 2017 alle 09:04

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...