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iPhone5 : Facciamo la conta di chi passa alla concorenza (Samsung Galaxy S3)

iPhone5 : Facciamo la conta di chi passa alla concorrenza

Mi rifaccio al post: facciamo la conta di chi compra il nuovo iPhone 5 per dare la voce anche ai MAC user dissidenti.

Io per parte mia passo alla concorrenza.

Dopo 3 anni e mezzo il mio 3GS 32gb e’ stato definitivamente messo alle corde dagli aggiornamenti studiati secondo me ad arte da Apple per peggiorare progressivamente l’esperienza d’uso degli apparecchi più vecchi.
Quello che era un ottimo apparecchio all’inizio si e’ progressivamente imbolsito diventando sempre meno scattante. Il dramma e’ stato col passaggio da iOS 4 al 5. E’ diventato super scattoso e la durata della pila e’ andata a peripatetiche senza nemmeno attivare iCloud. Son stato costretto a bloccare quasi tutte le comunicazioni dati per dargli una durata decente. Ormai sembra uno di quegli Android di fascia bassa che hanno la reattività di un panda.

Quegli che elogiano Apple perché aggiorna anche terminali vecchi forse non hanno capito che il vero scopo e’ accelerarne la dipartita.
Mi piacerebbe molto poter tornare a iOS 4, magari stavolta con jailbreak. qualcuno sa se c’e’ il modo?
Sono curioso di sapere inoltre quanto peggiorerà i vecchi terminali iOS6. Mi piacerebbe sentire le vostre impressioni una volta fatto l’aggiornamento.

Il motivo per cui abbandono l’ecosistema Apple e’ inoltre il costo esorbitante di iPhone sopratutto quello coi tagli di memoria più grossi. Viaggio parecchio e voglio portarmi dietro la mia musica. Sul mio 3GS ho circa 26 gb di musica e non ho più spazio. Passare all’iPhone 64 gb e’ per me improponibile: 900 euro!! Non scherziamo.

Cosi ho appena preso il Samsung Galaxy III 16 gb a 520 euro. Avevo già un micro SD class 10 da 32 gb con la quale l’ho portato a 48 gb e in futuro alla bisogna potrò espanderlo ulteriormente visto che supporta anche le nuove SD da 64 gb.
Lo schermo e’ eccezionale. Pur essendo molto più largo e’ stranamente più comodo da portare sia nella tasca davanti dei jeans che in quella della giacca rispetto ad un 3GS o ad un 4/4s (sarà perché e’ più sottile e più largo cosa che lo fa sembrare più leggero).
L’hardware e’ sovradimensionato agli effettivi bisogni dell’utente come e’ giusto essendo un top di gamma.
C’è l’ho da meno di una settimana e sto cercando di imparane le feature.

Devo dire che non sono certo solo rose e fiori: essendo il primo Android devo imparare tutto di nuovo e la cosa e’ fastidiosa e a volte frustrante. Ogni volta che vuoi fare una cosa cercare su internet “che du palle”! Non c’è un sito Samsung o Google che insegni l’uso di Android con qualche bel video tutorial (o se c’è e’ stato abilmente nascosto visto che io non sono riuscito a trovarli). Gia’ passare da iOS non e’ facile, non riesco a immaginare come fa uno che lo prende come primo smartphone.
Bisogna inoltre smanettare, perché l’integrazione degli apparecchi Apple e’ insuperabile.
Il programma Kies di Samsung importa i contatti dalla rubrica indirizzi di Mac mentre al momento fa fatica con iCal. Per la musica invece devo scaricare un programma apposito che mi mantenga le playlist di iTunes faticosamente costruite negli anni.
Innegabile la comodità di Apple, compri un nuovo telefono? Lo colleghi a Mac e quello prende già tutto del vecchio ma come dicevo, per le mie esigenze non basta più o e’ troppo caro.
Altrettanto innegabile che con iPhone sei lo standard di riferimento di mercato per accessori, custodie, ecc. con tutta la comodità che ne consegue ma come ho spiegato bisogna darsi delle priorità.

Riguardo al iPhone 5 dico la mia impressione e il mio giudizio che alla fine mi ha fatto propendere per passare al Galaxy SIII.

PRO
Mi piace il retro e non capisco chi lo critica; mi sembra un miglioramento rispetto al già ottimo 4/4s e credo che con questo nuovo form factor sarà molto più comodo da portare in tasca e i nuovi materiali lo dovrebbero rendere più robusto senza contare che lo alleggeriscono cosa sempre buona e giusta.
Hanno potenziato l’hardware: più veloce la CPU, ram raddoppiata, hanno aggiunto il modulo di comunicazione LTE 4G e nonostante ciò la batteria sembra abbia la stessa durata dei precedenti. Non capisco quelli che dicono che e’ poco innovativo e che non ha senso cambiare il vecchio per questo. E’ normale ammodernare annualmente gli apparecchi in questo campo e non e’ che se uno non ha delle nuove idee rivoluzionarie come sono state il primo iPhone e il primo iPad non immette sul mercato nuovi modelli. Certo il fatto che il nuovo Nokia Lumia 920 presenti delle novità assolute come ricarica pile senza filo e fotocamera con sensore stabilizzato di tutt’altra qualità mentre Apple praticamente resta al palo fa pensare che forse quelli che temono la scomparsa di Jobs sia l’inizio di un nuovo declino della casa di Cupertino um’po’ di ragione forse c’è l’hanno.

CONTRO
Orribile la decisione di allungare semplicemente in altezza lo schermo: oltre a rendere il telefono (secondo me) bruttissimo frontalmente (in rete già si sprecano gli scherzi che lo paragonano ad un telecomando) e quella visuale 1136×640 pixel e’ roba da TV ultra wide screen ma per navigare sul web fa veramente cagare (ancora oggi quelli che lavorano col computer cercano di solito i monitor quadrati 4:3 e odiano quelli 16:10 o peggio 16:9).

Nuovo spinotto di collegamento/dock proprietario: buttati tutti gli accessori relativi tra cui le a volte costosissime docking station musicali (la mia e’ Pioneer) per un affare attraverso al quale al momento non passano neanche i video. E non dite che ci sono gli adattatori. Infilare l’adattatore per metterlo sulle docking station renderebbe il tutto molto instabile e a rischio di rottura visto che gli appoggi si vanno a far benedire. E poi non era obbligatorio uniformarsi alle leggi comunitarie che richiedono la presa microUSB per tutti i nuovi apparecchi elettronici? Come? C’è l’adattatore anche per quello in vendita a solo 30 euro? Ah beh, uguale guarda! Apple: la casa degli adattatori. Prevedo denunce da parte di Altroconsumo e multone in vista da parte dell’UE che peraltro ha bisogno di soldi per quei poveracci di greci e spagnoli.

Non ha il chip NFC (pare che l’alluminio ne blocchi il segnale). Poca roba per gli italiani direte voi ma essendo stato 4 volte in Giappone ne ho presente la comodità nei micro pagamenti (il chip si usa anche a mo’ di biglietti e abbonamenti dei mezzi pubblici). Li i telefoni l’NFC c’è l’hanno dal 2006 e ricordo d’aver visto dei case per iPhone speciali con lo slot per inserire la tessera NFC ed ovviare alla mancanza del melofonino.  Non dubito che il sistema prenderà presto piede anche da noi ora che banche e operatori lo stanno spingendo e visto che io i telefoni cari gli tengo finché vanno (spero mi duri almeno tre anni) mi sarebbe scocciato non poter usare questa comodità.

Scrivono che pur rimpicciolendo di tre volte le dimensioni della fotocamera la qualità e’ rimasta inalterata se non migliorata. Ora se hanno veramente messo un sensore rimpicciolito queste favolette le vadano a raccontare a quelli che si comprano le macchina fotografiche scegliendole in base ai megapixel perché chiunque se ne intende minimamente sa benissimo che a sensore minore corrisponde qualità minore e che a parità di grandezza del sensore meno megapixel corrispondono a maggior qualità e viceversa.

Prezzo troppo alto. Agli inizi l’iPhone era veramente di un altra categoria ma ormai sia come hardware che come software ci sono delle validissime alternative a prezzi inferiori. Certo la facilita’ di iOS e il suo ecosistema sono ancora notevoli ma gli altri non stanno a guardare: avete mai preso per esempio in mano un WindowsPhone7? Ha un immediatezza e una facilita’ d’uso straordinari e i telefoni pur essendo economici (Nokia a parte) sono veramente reattivi e scattanti. Certo hanno poche App. ma se uno vuole solo giochicchiare casual, navigare in web e controllare la posta sono la scelta N.1 e non e’ detto che con WindowsPhone8 le cose non migliorino riguardo le App.

Fatti i calcoli dei pro e dei contro ho deciso di passare alla concorrenza risparmiando almeno 350 euro pur prendendo il top di gamma Samsung che tra i costruttori Android e’ quello che coppia di più e quindi quello che sforna i prodotti migliori.

Ho molti conoscenti che a passare da iOS ad Android si son trovati male e son tornati sui loro passi. Vedremo se anche per me sarà lo stesso (nel caso ne scriverò un articolo). Intanto riscopro la gioia di poter mettere gli sfondi, i salva schermi e le suonerie (dai miei Mp3) che voglio io . Che gioia risentire i Talk Talk ad ogni chiamata (http://www.youtube.com/watch?v=zbZ9uCQW1Hk).

P.S. Ovviamente se Chuck Norris comprasse l’iPhone5 mi vedrei mio malgrado costretto a venire a più miti consigli e tornare da brava pecorella all’ovile di Cupertino. 🙂

In fin dei conti di pelle ne abbiamo una sola, sigh! 😦


Ora stai proprio esagerando! 900 euro per l’iPhone 4S da 64GB

Riprendo la notizia da Tom’Hardware noto sito d’elettronica i cui lettori non sono mai teneri con Apple ma quando c’è vo’ c’è vo’.

Apple ha aperto le prenotazioni dell’iPhone 4S anche in Italia e i prezzi sono da far tremare le gambe. Parliamo infatti di 659 euro per il modello da 16 GB, 779 per quello da 32 GB e 899 euro per la versione da 64 GB. Il terminale, diversamente dall’iPhone 4, è da subito disponibile in bianco o nero. Rimangono disponibili l’iPhone 4 da 8 GB (modello inedito) a 549 euro e il 3GS da 8 GB a 399 euro.

900 euro per un telefono!

Scandalosi i 660 euro per un modello da 16gb ma ancora più scandalosi sono i 549 euro per il 4 8Gb e i 399 euro per il vetusto 3GS.
I macchinari che producono i display sono già ammortizzati, idem per vetro e scocche, le cpu vengono da fuori, il chip memoria bene o male costerà meno di un anno fa.
Mettici qualche spesa in più per la fotocamera del nuovo ma per il resto…

La società specializzata iSupply ha determinato i costi di produzione delle varie versioni in cui l’ iPhone 4S viene realizzato, arrivando alla conclusione del il modello da 16Gb costa soltanto $ 196 (al cambio attuale circa 140 euro), il 32 Gb $ 215 (154 euro) ed il 64Gb $254 (182 euro) . In realtà i costi saranno anche minori: viste le quantità di pezzi che ordina Apple godrà di scontistiche ancora più vantaggiose.

Giustamente ti salta in mente un altra considerazione:

Iphone 4S 64Gb vs Mac book air 11″ 64Gb
È iPhone a essere caro (899 euro) o è il MacBookAir (957 euro) ad essere economico?
That’s the question.

Ridendo e scherzando per l’iPhone 5 si andrà a 1000 euro

Ma qualcuno si ricorda quanto fa nelle nostre vecchie e mai abbastanza rimpiante lirette? 899×1936,27=1.740.706,73 lire. Dico UnMilioneSettecentoQuarantaMila Lire.

Se uno si vuol incazzare ancora di più controlli il prezzo americano. Scoprirà che in America il 64Gb sbloccato costa 849$ che sono al cambio attuale 609 euro… pensateci. Anche aggiungendoci il 21% dell’Iva mi vengon fuori 736 euro quindi perché 899? Perché 163 di differenza? In Inghilterra con IVA al 20% il 64 Gb costa 699 sterline (802 euro). 97 euro di differenza. Perché?

Poi a leggere certi commenti su blog pro Mela ti cascano veramente le braccia:

  • Ordinatiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii 3 pezzi 2 bianchi e uno nero………………….
  • finalmente anche noi poveri italiani possiamo ordinarloooooooooooooooooooooooooooo. Ordinato Iphone 4s 32gb nero
  • Prenotati due iPhone 4S da 64Gb Bianco e Nero!!!!!!! Consegna 3 Novembre!!!!!
  • Prenotate, prenotate così il 28 non vi trovo in mezzo alle p****e dai scherzo.
  • Non sopporto chi dice: “Ma voi spendete 900 euro per un telefono?” 1° non è un telefono; 2° ma con i soldi che mi guadagno potrò farci quel c*azzo che voglio o devo chiedere il permesso a qualcuno? 3° la parola passione vi dice niente?
  • Iphone 4S 64 Gb Nerooooo, ho gia’ il 4 bianco 16 gb !!

Certo se questo è il livello dei commenti c’è da stupirsi dei prezzi?
Mancherò io di “passione” come dice il pirla qui sopra per quanto riguarda le apparecchiature elettroniche ma  verità e’ che con iPod prima e sopratutto con iPhone ed iPad in seguito e’ entrata nel mondo Apple la teppa ignorante e buzzurra:

  • quelli che c’hanno tutti le Hogan perché 300 euri per le scarpe da ginnastica van bene e poi le Prada son da truzzi!
  • quelli che portano solo mutande firmate Armani o Dolce & Gabbana perché quando spuntano fuori devo far vedere che ho speso 40 euri anche li!
  • quelli che comprano la Mini perché per un utilitaria noi vogliamo spendere molto di più!

Una volta gli utenti Apple erano persone posate che ragionavano e sapevano che per un prezzo più alto ma giusto avevano dal loro Mac una macchina veloce, affidabile e duratura nel tempo che ti evitava molte delle magagne del mondo Microsoft. Si sceglieva il marchio della Mela perché pagando di più si riceveva di più. Ho nostalgia di quei tempi e non per un malcelato senso di superiorità elitaria svanita ma semplicemente perché a Cupertino hanno deciso che e’ più remunerativo tirar scemi i coglionazzi modaioli e conformisti piuttosto che continuare a fornire ottime macchine, ottimamente corredate ad un giusto prezzo. Tanto vendono lo stesso.
Una volta il moto Apple era “Think different”.
Adesso e’: “♫♪ ando’ vaiii ♫ se l’aaiPhon non c’e’ l’hai ♪, ♫♪ ciuciati ‘sta banana ♪ bella avaiana ♫♪

Per quanto mi riguarda non mi avranno! Ormai per meno di 450 euro si trova il Samsung Galaxy SII 16Gb: bello, sottile, leggero, veloce e con un display fantastico ed escono in continuazione modelli nuovi sempre migliori. Tiro avanti col mio 3GS finché campa e poi passero’ ad un Android tanto più che mi dispiacerebbe lasciarlo finche funziona e poi c’ho il case protettivo di Evangelion comprato in Giappone alla bella somma di 12 euro che lo rende bello come un modello nuovo. Pazienza se non ha il dual core a 1,5 Ghz, 1 Gb di Ram e il display ad alta definizione; per adesso continua a fare egregiamente tutto quello di cui ho bisogno. Cosa chiedergli di più?

Il case di Evangelion del mio 3GS



Denti giallastri? Pallore cadaverico? Venite ‘na schifezza in foto? Ci pensa Panasonic con la Lumix Fx77

E’ sul mercato da marzo ma io l’ho scoperta solo ora: la Panasonic Lumix Fx77, la fotocamera a misura di donna come ho letto da qualche parte. Oltre alle mille mila funzioni che ha come tutte le digitali moderne ha infatti anche la funzione “virtual makeup”. A sentire A. Enoki, il direttore dei progetti Lumix secondo uno studio commissionato da Panasonic il 50% delle persone intervistate ha dichiarato di non piacere come vengono in foto: evidentemente la percezione di come si pensa d’essere e come si é veramente spesso non coincidono, d’altronde anche io spesso non mi piaccio in foto.

Da qui l’idea di aggiungere funzioni di foto-ritocco direttamente all’apparecchio fotografico. Grazie alle funzioni Beauty Retouch potete: sbiancare i denti, eliminare le occhiaie, snellire il viso, rendere più luminosa o più abbronzata la pelle e chicca delle chicche ingrandire gli occhi. Quest’ultima é una funzione tipicamente nipponica: alcune giapponesi hanno il complesso degli occhi a mandorla e quindi é nata (principalmente per le purikura) la funzione che ingrandisce gli occhi. Per chi ha occhi piccoli l’effetto può a volte risultare affascinante ma su normali visi occidentali crea di solito l’effetto Gollum cosa che può piacere a qualche fan sfegatato del Signore degli Anelli ma lascerà parecchio perplessi tutti gli altri.

Con le funzioni Art Retouch potete procedere anche ad un vero e proprio “make up” grazie alla quale si può applicare del rossetto sulle labbra e scegliere la tonalità di colore di guance e occhi.

Prima e dopo.

Qui sotto riporto i dati dell’apparecchio ripreso dal sito Tom’s Hardware.

Panasonic ha presentato DMC-FX77, una fotocamera compatta che in 142 grammi racchiude uno zoom ottico 5x e un obiettivo grandangolare Leica DC Vario-Summarit F2,5 da 24 mm, equivalente a un 24-120 mm di una fotocamera a pellicola 35 mm.

Il sensore CCD da 12,1 megapixel e 1/2.33″ consente di registrare video in qualità Full HD, con una risoluzione di 1920 x 1080 in formato AVCHD. Lo schermo LCD Smart Touch da 3,5 pollici permette di attivare l’AF, di zoomare e di scattare tramite tocco del dito, e di utilizzare le diverse funzioni di playback e ritocco.

Il processore d’immagine è un LSI Venus Engine FHD, e grazie all’accensione rapida e al Sonic Speed AF, la nuova DMC-FX77 riesce a mettere a fuoco le immagini circa il 33% più velocemente rispetto al precedente modello DMC-FX70.

Anche la modalità iA (Intelligent Auto) è stata aggiornata. Per una correzione più efficace durante la registrazione dei filmati, è stata aggiunta la modalità Active al convenzionale MEGA O.I.S. (stabilizzatore ottico d’immagine). Disponibile anche la modalità Motion Deblur che sfrutta la rilevazione del movimento e il controllo della luminosità per ottenere la maggior velocità di scatto possibile.

La modalità Face Recognition invece serve a riconoscere i volti registrati presenti nell’inquadratura e a impostare su di essi la messa a fuoco e l’esposizione più appropriate, mostrando anche il nome della persona sul display LCD.

Gli amanti del foto-ritocco gradiranno le funzioni Beauty Retouch e Art Retouch, che consentono di modificare i propri scatti direttamente sulla macchina fotografica.

Infine, anche questa fotocamera di Panasonic riesce a scattare immagini in 3D stereoscopico, che possono essere viste sui dispositivi compatibili con il formato MPO.

Il prezzo ufficiale é di 299 euro ma sicuramente cercando su internet o nei grandi iper centri si può trovare a meno.


Addio Sergio, Addio Steve.

Nel giro di una decina di giorni se ne sono andati 2 persone che hanno decisamente influenzato la mia vita e quella di molti altri.

Il 26 settembre ci ha lasciato Sergio Bonelli, il più grande editore di fumetti d’Europa tra i quali Tex, Dylan Dog, Nathan Never  nonché inventore di personaggi indimenticabili come Zagor e Mister No.

Io ho imparato a leggere con Tex e Zagor e li devo molto per tutte quelle ore di svago.

Adios y suerte Amigo, spero ti godrai la su quell’Amazzonia che hai sempre amato.

Sergio Bonelli

Stamattina poi é arrivata la notizia che ci ha lasciato anche Steve Jobs, il visionario capo di Apple che tanta influenza ha avuto nella vita di tutti noi volenti o nolenti, consapevoli o no.

La tecnologia andrà um’pó (tanto) più a rilento senza di lui. Tirano un sospiro di sollievo le aziende che si sono sempre dovute accodare alle sue idee: Sony, Acer, Asus, HP, Toshiba, Samsung, Lg, Motorola, HTC, Nokia, Blackberry, Lenovo, Dell, ecc. Mancherà tantissimo ad Apple ma ancora di più a Microsoft.

Ciao Steve, visto che eri buddista tra 40 giorni tornerai tra noi. Buona fortuna per la tua prossima vita.

Steve Jobs con i suoi primi Macintosh


Ennesimo autogol di Apple con il nuovo Mac Mini.

Ci risiamo, Apple ha per l’ennesima volta messo in atto una pessima mossa rinnovando il Mac Mini. Già l’anno scorso avevo avuto molto da ridire a causa del prezzo assassino con cui aveva debuttato il modello completamente rinnovato (qui il mio vecchio articolo).

Sembra in casa Apple il Mini sia visto come un figliastro che sopportano ma non amano. Stavolta visto che ne hanno ridotto il prezzo iniziale (€ 599) e l’hanno dotato finalmente di processori degni del 2011 (Intel Core i5 dual-core a 2,3 o 2,5GHz) si saranno detti: – é troppo, se lo facciamo uscire cosi rischia di vendere troppo, togliamoli qualcosa di utile chessó magari il lettore masterizzatore CD/DVD.

Le misure son rimaste le stesse del predecessore

E cosi Zak! é sparito l’unita disco. Tanto chi lo usa più?

Io che ho una sterminata collezione di DVD originali, che amo andare in videoteca a noleggiarmi le ultime novità e che lo volevo collegare alla in TV in salotto come mediacenter che lì si farebbe una porca figura? No Problem! Ti colleghi a iTunes che ormai ha iniziato a vendere anche film (certo se state in un paese tecnologicamente parlando di merda, che ha delle connessioni che spesso hanno velocità ridicole mica é colpa nostra).

Io che compro i CD musicali originali (che spesso trovo in offerta a prezzo conveniente) e poi li inserisco nel computer per trasformarli in mp3 o loseless e trasportarli sull’iPod? No Problem! Ti colleghi a iTunes e te li compri lì ad un bitrate di merda.

Io che salvavo, documenti, foto, dati e chi più ne ha più ne metta masterizzandoli su economici CD o DVD? No Problem! Salvi il tutto su delle piu costose chiavette USB o dischi rigidi esterni o tra pochissimo nel (i)Cloud, in rete, cosi noi e il nostro governo possiamo accedere a tutti tuoi dati (legge antiterrorismo americana) ma tranquillo che se non sei nemico del “mondo (leggasi capitale) libero” non ti succede niente.

Io che volevo farci una partizione Windows (tanto c’ho XP originale) per poter continuare a giocare a Heroes of Might Magic III e Baldur’s Gate? No Problem! Te li scarichi pirata, gli butti su una chiavetta et voilà, les jeux sont faits, tanto é winzozz mica vorrai dare i soldi a Microsoft.

Lo so che quando usci il primo iMac sembrava follia che non ci fosse il floppy e invece… ma stavolta é diverso. Il Mac Mini ha come ruolo naturale secondo me l’essere un mediacenter di lusso che ovviamente DEVE avere un unità disco. Dovevano metterci il lettore Blu-Ray, altro che togliere il DVD.

Anche nel caso non lo si voglia usare come mediacenter ma come (primo e solo) computer di casa la mancanza di masterizzatore costituisce un fastidio mica da poco.

Decisamente non ci siamo. Veniamo al prezzo poi. Come sempre é il Mac più economico all’apparenza e il meno conveniente di fatto.

Il Prezzo iniziale per il modello entry level é € 599 coi quali riceviamo quanto segue:

  • Intel Core i5 dual-core a 2,3GHz con 3MB di cache L3 su chip condivisa (buono)
  • 2GB di memoria DDR3 a 1333MHz (4GB ci vogliono e per averne 2 in più ti fan pagare € 100, un autentica rapina)
  • Disco rigido da 500GB (5400 giri/min)2 (su un fisso dei dischi così piccoli e cosi lenti sono senza senso e per darti il 750GB Serial ATA Drive @ 7200 rpm prendono €150 in piu quando nei negozi degli ottimi 2TB di marca si trovano a €70)
  • Processore Intel HD Graphics 3000 con 288MB di SDRAM DDR3 condivisa (é Intel e non dico altro, se vuoi l’AMD Radeon HD 6630M con 256MB di memoria GDDR5  che non é che sia sto granché devi prendere il modello superiore)

Insomma per avere un computer che duri um’pó e che abbia delle caratteristiche al passo coi tempi devi prendere il Mac mini a 2,5GHz che costa € 799.

Peró un momento, un computer cosi figo e dall’aspetto così singolare lo vuoi accoppiare con una vecchia tastiera che non c’azzecca una mazza e con un mouse non all’altezza? Mica si può. Massí mi compro quelli Apple che fanno pendant quanto potranno costare? €49 la tastiera con cavo e €69 la wireless! Ma sti ca22i! E il mouse? Apple Magic Mouse [+ € 69,00] Magic Trackpad [+ € 69,00], Apple Mouse [+ € 49,00]. Ma gli mortacci…

Quindi Mac Mini + il mouse e la tastiera piu sboldri €900 e ci devo mettere il monitor. Scusi ma quanto costa l’iMac meno caro? € 1.149,00 però la cpu é quadcore, la scheda video migliore c’ha la webcam e il microfono e la tastiera e mouse/pad più fighi. Ah si, ha ancora il masterizzatore DVD ma quello non lo contiamo come bonus, si sa che non serve a niente.


Viaggio in Giappone 2010: Day 3 – Nagasaki, nel profondo sud ovest.

Giovedì 7 ottobre.
Giovedì di buon ora (ma mai quanto vorrei) mi alzo, faccio un salto a provare la colazione giapponese dell’hotel (onigiri, zuppa di miso e tsukemono, i loro sottaceti) e poi via in stazione, destinazione Nagasaki.
Nagasaki si trova nel Kyushu, la più meridionale delle 4 grandi isole che compongono il Giappone, come dicevo non solo è più vicina a Seul che a Tokyo ma è a soli 60 km dalla costa Coreana.
Lo Shinkansen non arriva fino a Nagasaki: termina ad Hakata (un paio d’ore da Hiroshima) e da li si prende un treno più lento per arrivare a destinazione (un altro paio d’ore).
Scrivo questi racconti durante i miei spostamenti in treno anche perché il paesaggio che si vede dai finestrini è quello che è: cioè non un gran ché, sopratutto tra Tokyo e Osaka, ma devo dire che le cose migliorano dopo Hiroshima e nel Kyushu capita veramente di vedere spesso dei bellissimi scorci di paesaggio naturale ed urbano. All’improvviso vi appare la visione di un mini cimitero abbarbicato sulle pendici di un altura con accanto un tempietto immerso nel verde. Risaie e campi di tè disseminati um’pò da per tutto, appena l’asprezza del terreno lo permette. Sopratutto nei paesini che la ferrovia attraversa capita di vedere molte di quelle belle case tradizionali con i loro tetti scuri ed i loro piccoli giardini dagli alberi ben potati. Allora non sono scomparsi ti dici. Perché è questa l’impressione che uno si fa nelle grandi metropoli affascinanti per noi appassionati di questo paese ma oggettivamente brutte per un occhio meno parziale del nostro.
Il problema è che la maggior parte delle grandi città giapponesi son state bombardate durante la guerra e gli effetti di bombe incendiarie su case di legno e carta ve li immaginate da soli. I paesini invece ne sono rimasti indenni come indenni sono rimasti al boom edilizio del dopo guerra e al fenomeno delle enormi masse migratorie da campagna a città. E così sono sopravvissute queste vestigia del Giappone che fu, ormai scomparse nei grandi centri.
Arrivato a Nagasaki visto che per una volta non ho scelto un albergo accanto alla stazione vado a prendere uno dei temutissimi taxi giapponesi visto che non so dove è il posto e sbattermi in tram con un valigione di più di 20 kg. non mi va. Con 1000 yen esatti arrivo a destinazione: le guide, tutte scritte da americani, raccontano tutte di quanto siano cari i taxi in Giappone e di non avvicinarsi loro mai a più di tre metri di distanza. Grazie all’euro possiamo quasi equiparare i costi dei tassisti ladri nostrani a quelli locali; e perché allora i giapponesi delle grandi metropoli preferiscono un hotel al costo del taxi quando perdono gli ultimi treni, mi direte voi. Semplice: a parte il traffico terrificante anche a tarda notte i pendolari giapponesi spesso abitano a distanze considerevoli dal posto di lavoro, ergo i taxi sono comunque meno convenienti di un alberghetto in centro. Insomma, cari sono cari ma qualche volta si possono prendere e fanno risparmiare parecchia fatica.
Lascio la valigia in hotel e vado a mangiare qualcosa nella vicina China Town che non mi sembra un granché.

Una delle barche-tempio che vengono portate in giro a China Town durante la festa che si tiene in questi tre giorni.

Poi vado al Nagasaki Dejima: l’isola artificiale in cui erano stati confinati i commercianti autorizzati ad operare in Giappone e che per più di due secoli è stata l’unica porta di comunicazione con il resto del mondo. L’ex isola (ormai è inglobata alla terraferma) è una ricostruzione recente ed è una meta molto popolare per le scolaresche elementari che la invadono a frotte.

Dejima: il modellino ricostruito all’interno del villaggio

Intanto la mia macchina fotografica decide di piantarmi in asso definitivamente (già da um’pò  faceva le bizze) dopo 4 anni di glorioso servizio (a casa ne ho una nuova ma non trovavo il carica batteria e per far prima invece di cercarlo ho preso la vecchia, managgia a me!). Che fare ora? Fossi agli sgoccioli della vacanza…ma sono appena al terzo giorno quindi non c’è tanto da pensarci: ne compro un  altra. Decido che la prendo compatta e che non voglio spendere più di 200 euro.
Mi dirigo verso il porto sicuro che prima o poi un centro commerciale che vende apparecchi fotografici lo trovo.
Mi imbatto così nella zona delle bancarelle del Kunchi Festival che si tiene proprio in questi 3 giorni. Le bancarelle sono tantissime; cibi di tutti i tipi: dolciumi locali, mele caramellate, crepes, spiedini di pollo, calamari, seppie, cibi mai visti; inoltre bancarelle di giocatoli, maschere, tiri a segno, lotterie che promettono video giochi che non vince mai nessuno, vasche di pesci rossi da acchiappare e perfino uno stand che vendeva enormi scarafoni veri e finti e per i quali i bambini andavano in visibilio, bleah!

Enorme coda in attesa di comprare i dolci di questa bancarella: devono essere proprio buoni perché c’erano altre bancarelle di dolci simili senza file d’attesa

La folla aumentava man mano che s’avvicinava la sera

Bancarella di maschere

C’era anche un tempio shinto provvisorio montato appositamente per la festa dove la gente pregava lanciando monetine per poi comprare un biglietto della fortuna e quelli che ricevevano un responso infausto lo legavano ad un muro messo lì apposta in modo che il vento se lo portasse via.

Il tempio

Il muro dei cattivi responsi.

Con l’approssimarsi della sera la folla aumenta progressivamente fino a diventare un autentica bolgia. Trovo un centro commerciale e mi ci infilo: c’è anche il reparto che vende macchine fotografiche.
Dopo una mezz’ora passata a confrontare caratteristiche e prezzi opto per una Nikon S6000 al prezzo di 18.800 yen (scontata da 29.500 prezzo di listino). Mi sembra un affare eccellente per 180 euro: è compatta ma ha un zoom ottico di ben 7x, 14mpixel e l’apertura obbiettivo è più ampia delle altre compatte della stessa grandezza; inoltre la mia prima digitale era una Nikon 2mpixel che faceva delle foto bellissime e aveva una funzione riduzione occhi rossi che funzionava veramente, la Canon e la Panasonic prese dopo di lei non mi hanno mai del tutto soddisfatto quanto la vecchia Nikon. Speriamo questa (bellissima nel suo rosso cromato) ne sia un degno successore.

Scopro anche una volta arrivato in hotel che per caricare la batteria questa non va estratta e messa nel caricabatterie: semplicemente si collega un cavo USB alla presa mini USB dell’apparecchio; ottimo! Della mia vecchia Canon avevo fatto fuori ben 2 caricabatteria, senza contare che sono sempre un ingombro cosi invece mi basta portare il caricabatteria dell’iPhone che ha 2 prese USB e può caricare 2 apparecchi contemporaneamente.
Passo nel seminterrato del centro commerciale dove come sempre in Giappone è collocato il reparto alimentare e mi prendo um’pò di cose per la cena tra cui anche la famosa “castella” un buonissimo pan di Spagna la cui ricetta fu importata dai portoghesi nel ‘500 e che ha qui le sue origini giapponesi.

Castella: l’elegante confezione di una delle pasticcerie più celebri di Nagasaki

Castella: scartata la prima confezione, se ne trova un altra ermetica a tenuta d’aria (avevano perfino messo il gel assorbi umidità!)

…infine un cartone con la castella: D E L I Z I O S A ! (alla faccia dell’ecologia però, lo scarto prodotto dalla confezione è abnorme)

Tornato in hotel ceno e poi verso mezzanotte vado nel bagno pubblico dell’hotel per provare um’pò com’è. Ci son tre vasche: due grandi (una con acque bianche ed una con acque trasparenti) ed una piccola dall’acqua freddissima.
Mi immergo nella vasca dall’acqua bianca che mi sembra um’pò meno calda dell’altra e devo dire ci si sta benissimo, ma resisto a malapena 10 minuti e devo uscire in sovra ebollizione. Immergo un minuto i piedi nell’acqua ghiacciata che dicono ne fa diminuire il gonfiore e via a dormire.


Tutto quello che avete sempre voluto sui cellulari giapponesi ma non avete mai osato chiedere (versione 1.2)

Ci sono una miriade di siti che parlano del Giappone che bene o male hanno gia’ trattato quasi tutti gli argomenti possibili ed immaginabili. Uno dei pochi argomenti che non e’ ancora stato sviluppato come si deve e’ il mondo della telefonia cellulare giapponese. Eppure e’ un argomento che che salta fuori in maniera ricorrente e non e’ certo un caso. Quando un appassionato si appresta a recarsi in Giappone, sopratutto se e’ la prima volta um’po’ di ansia a riguardo e’ inevitabile (anche perche’ mamma vuole che tu sia sempre rintracciabile). Le reti tlc giapponesi sono note da anni agli appassionati per la loro incompatibilita’ col GSM e anche se con l’avvento del 3G UMTS la situazione pare migliorata c’e’ ancora parecchia confusione. Vediamo di fugare um’po’ di dubbi ai lettori.

Innanzitutto una piccola spiegazione sugli operatori e sui tipi di piani da loro offerti  tratta dagli scritti dal grande “Luca di Osaka” che vive da oltre un decennio in Giappone (vi consiglio di andare a leggere TUTTO il suo blog Giappo Pazzie: il piu’ interessante ed originale riguardo l’universo Giappone) .

I tre operatori principali messi in ordine d’importanza:

  1. NTT DoCoMo ottima copertura, ottimo servizio, buon servizio clienti, forse leggermente piu’ caro rispetto agli altri.
  2. AU by KDDI buona copertura (um’po’ morta in montagna), ottimo servizio, servizio clienti al massimo della qualita’.
  3. SoftBank (ex Vodafone, ex J-Phone) piani super economici, ma cellulari che fanno schifo (eppure a me sembrano ottimi a guardarli sul loro sito! n.d.A.), copertura schifosissima, anche in citta spesso le celle non sono sufficienti e poi quando c’e’ un centimetro di cemento armato non pigliano. Servizio clienti peggio che in Italia, cannano spesso, non supportano i loro stessi prodotti (non sapete quante volte ci ho litigato! dice Luca).

I piani telefonici:

Abbonamenti: come sapete si pagano ogni mese, hanno un costo mensile fisso che varia a secondo dell’operatore e del piano scelto: c’e’ ne sono da vari tagli; vediamone un esempio:

Il piu’ economico che ho trovato e’ il White Plan di SoftBank che prevede un costo mensile di ¥980 e permette di chiamare gratuitamente tutti i numeri SoftBank dalle 01.00 alle 21.00. Dalle 21.00 alle 01.00 il costo delle chiamate e’di ¥21 ogni 30 secondi. Il costo delle chiamate verso tutti gli altri operatori indipendentemente dall’orario e’sempre di ¥21 ogni 30 secondi.  Attenzione pero’. Il pacchetto richiede un ulteriore abbonamento mensile di ¥315 per poter inviare le S!Mail che sono i messaggi che usano tutti in Giappone (l’SMS e’ praticamente sconosciuto). Il servizio e’ ASSOLUTAMENTE indispensabile. Con questo abbonamento inviate S!Mail gratis a tutti i numeri SoftBank mentre il costo verso gli altri operatori e’di ¥21 a messaggio. Gli abbonamenti hanno di solito durata di un minimo di 1 o 2 anni. Per riuscire a farne uno vi verra’ richiesta l’Alien card (documento praticamente equivalenze al permesso di soggiorno che non potete ottenere col normale visto turistico).

Ricaricabili: Vengono offerti solo da AU e da SoftBank: il problema e’ che una telefonata costa una cifra, gli SMS pure (con Au non si possono ne mandare ne ricevere). In generale le email non si pagano nel traffico se rivolte verso lo stesso operatore.
Gli sms si pagano cari se mandati verso l’ Italia (Softbank) e non funzionano verso i TIM. Con ¥5.000 (meno di 50 euro) potete comprare un telefonino ricaricabile SoftBank che comprende ¥3000 di traffico. Le telefonate verso tutti costano  ¥9 ogni 6 secondi (ovvero ¥45 ogni 30 secondi mentre con l’abbonamento sopra descritto il costo era di ¥21 ogni 30 secondi; un bel salasso!). Di buono ha che pagando ¥300 avete le S!Mail gratuite verso tutti per 30 giorni. Il telefono e’ SIM locked ed in Italia non funziona. Le schede ricaricabili scadono dopo un tot di mesi variabili se non effettuate delle ricariche. In teoria anche per ottenere il ricaricabile dovete presentare un permesso di soggiorno piu’ lungo di 3 mesi (quello turistico). Per ottenerlo “comunque” le soluzioni sono:

  • farlo prendere ad un amico giapponese (che con un ricaricabile non rischia nulla almeno non lo usiate per commettere crimini);
  • provare in qualche negozio di elettronica ad Akihabara: un negoziante con qualche scrupolo in meno si trova sempre, coi cinesi e’ piu’ facile! Qualcuno che sappia parlare um’po’ di giapponese vi sara’ molto utile in questo caso;
  • provare ad acquistare un ricaricabile usato su qualche sito di annunci/aste on line. Visto che i telefoni funziano solo in Giappone di solito gli stranieri prima di lasciare il paese gli vendono quindi occhio alle Sayonara Sale.

Ma in buona sostanza qual’e’ il miglior modo per essere rintracciabile durante la vostra permanenza in Giappone?

  • Se avete un visto di lavoro/studio che vi permette/obbliga di fare l’Alien Card andate a farvi un abbonamento; meglio da Docomo che da maggio 2011 vendera’ telefoni SIM unlocked.
  • Se intendete sfruttare a pieno i tre mesi di permesso turistico (magari 6 facendo un breve viaggio a Seul in prossimita’ della scadenza del visto ‘pratica rischiosa e sconsigliata’) procuratevi una ricaricabile giapponese in uno dei modi sopra descritti.
  • La soluzione ottimale che mi sento di consigliare invece a chi va per turismo per un paio di settimane o poco piu’ e’ quella di acquistare una sim card internazionale da un operatore come WorldSIM che ti da un numero di cellulare inglese (ne ho appena acquistate un paio di SIM su eBay) o l’italiana ZEROmobile . Entrambi questi operatori vi fanno pagare 0 (zero) in ricezione e gia’ questo e’ un grandissimo risparmio. E anche a chiamare si risparmia parecchio (con WorldSim parecchio di piu’: chiami l’Europa a o,39 sterline). In alternativa potete attivare l’opzione “passport” sulla vostra Sim Vodaphone (il migliore degli operatori italiani per quanto concerne la compatibilita’): pagherete un euro a telefonata di costo fisso piu’ la vostra normale tariffa italiana (il che mi fa dedurre che le chiamate in ricezione hanno un costo di 1 euro e basta; comunque e’ meglio controllare prima di partire). Da notare che il vostro telefono deve essere 3G/umts; un semplice GSM tri o quadri band non basta. Sconsiglio assolutamente di noleggiare un telefono locale da una di quelle agenzie che lavorano negli aeroporti: il costo spropositato e’ accettabile solo per un uomo d’affari completamente spesato dalla ditta per cui lavora.

Nell’eventualita’ foste dei riccastri che hanno zero voglia di sbattersi (tanto il telefono lo paga papa’) vi voglio comunque far sapere quanto vi fa spendere il vostro operatore italiano in Giappone, liscio, liscio, senza promozione di sorta. Grazie a ZEROmobile ho potuto dedurre tutte le tariffe. Notate l’esosita’ di TRE: 6, dico SEI!!! Euro sia in chiamata che in ricezione. FOLLIA!!! Per quel che so Tim si appoggia alla rete DoCoMo, Vodaphone a quella SoftBank, Wind boh! e TRE senza dubbio agli strozzini della Yakuza.

TIM

Confronto Tim Zeromobile Risparmio
Chiamate verso Italia e UE rete fissa 3.00 0.69 78%
Chiamate verso Italia e UE rete mobile 3.00 0.99 67%
Chiamate verso Zeromobile 3.00 0.79 74%
Chiamate verso resto del mondo rete fissa ND 0.89
Chiamate verso resto del mondo rete mobile ND 1.19
Scatto alla risposta ND 0.25
Chiamate ricevute 1.90 0.00 100%
Chiamate ricevute sul “numero italiano” o con “MTN” 0.29
SMS inviati 0.89 0.39 57%

Vodaphone

Confronto Vodafone Zeromobile Risparmio
Chiamate verso Italia e UE rete fissa 3.00 0.69 78%
Chiamate verso Italia e UE rete mobile 3.00 0.99 67%
Chiamate verso Zeromobile 3.00 0.79 74%
Chiamate verso resto del mondo rete fissa ND 0.89
Chiamate verso resto del mondo rete mobile ND 1.19
Scatto alla risposta ND 0.25
Chiamate ricevute 2.00 0.00 100%
Chiamate ricevute sul “numero italiano” o con “MTN” 0.29
SMS inviati 0.75 0.39 49%

Wind

Confronto Wind Zeromobile Risparmio
Chiamate verso Italia e UE rete fissa 3.00 0.69 78%
Chiamate verso Italia e UE rete mobile 3.00 0.99 67%
Chiamate verso Zeromobile 3.00 0.79 74%
Chiamate verso resto del mondo rete fissa ND 0.89
Chiamate verso resto del mondo rete mobile ND 1.19
Scatto alla risposta ND 0.25
Chiamate ricevute 1.50 0.00 100%
Chiamate ricevute sul “numero italiano” o con “MTN” 0.29
SMS inviati 1.00 0.39 62%

Tre

Confronto H3G Zeromobile Risparmio
Chiamate verso Italia e UE rete fissa 6.00 0.69 89%
Chiamate verso Italia e UE rete mobile 6.00 0.99 84%
Chiamate verso Zeromobile 6.00 0.79 87%
Chiamate verso resto del mondo rete fissa ND 0.89
Chiamate verso resto del mondo rete mobile ND 1.19
Scatto alla risposta ND 0.25
Chiamate ricevute 6.00 0.00 100%
Chiamate ricevute sul “numero italiano” o con “MTN” 0.29
SMS inviati 0.90 0.39 57%

Tracciamo um’po’ di storia per spiegare i motivi di queste differenze e l’evoluzione che si prospetta a breve termine.

A metà degli anni novanta, in Europa e Stati Uniti l’uso del cellulare era estremante limitato, costoso e chi se lo poteva permettere era costretto a portarsi in giro un affare della forma e del peso di un mattone, in Giappone invece i telefonini (keitai denwa 携帯電話 di solito chiamati semplicemente keitai) si stavano diffondendo in tutti i segmenti della popolazione con una grande rapidita’.

Mi ricordo ancora oggi uno dei miei primi incontri con il mio amico giapponese Kunio. Credo fosse l’autunno 1998 ed eravamo seduti in una gelateria quando squilla il mio Motorola 8700 nuovo fiammante pagato la bellezza di 750.000 lire. Io rispondo e poi lo faccio per riporlo quando Kunio mi chiede di esaminarlo. Io orgoglioso gli e’ lo porgo: era il modello di punta della produzione Motorola, il meglio della tecnologia occidentale. Lui lo soppesa pensieroso.

  • Io: Bello eh? Che te ne pare? Non e’ una meraviglia?
  • K: Mmmhhh
  • Io: E lo so! L’ho pagato 750.000 lire ma che vuoi, per un gioiellino del genere…
  • K: Nooo! Cosi’ tanto?
  • Io: Be, ma li merita tutti. Pensa che la batteria dura 2 giorni!
  • K: In Giappone i nostri telefoni pesano un terzo, sono molto piu’ piccoli, la batteria dura una settimana e quando fai il contratto costano 1 Yen (16 Lire circa all’epoca).
  • Io: ah! (#_#)

Motorola 8700: pesava 200 gr. aveva una autonomia di 2 giorni e costava 750.000: Merda! il mio iPhone e' grosso uguale (vabbe' e' piu' fine), pesa poco di meno, ha un autonomia di 2 giorni (scarsi) e costa 720 Euro.

Sharp J-SH04: mentre noi andavamo in giro coi nostri mattoni J-Phone introduceva sul mercato il primo cell. dotato di fotocamera. Era il 1999!

Sharp J-SH04: mentre noi andavamo in giro coi nostri mattoni J-Phone introduceva sul mercato il primo cell. dotato di fotocamera. Era il 1999!

Insomma per gran parte dell’ultimi due decenni, il Giappone è stato considerato come il paese più avanzato per tutto quello che riguarda la telefonia mobile . Il fatto di essere molto in anticipo sulle apparecchiature presenti allora in occidente ha avuto anche lo spiacevole effetto di isolare il mondo della telefonia giapponese dal resto del mondo. correndo in avanti infatti sono rimasti giocoforza tagliati fuori dagli standard che pian piano si sono concordati in Europa ed America.  Gia’ verso la fine degli anni 90 i gestori giapponesi avevano introdotto piattaforme proprietarie per la forniture di internet mobile, e-mail ed altri servizi avanzati. Il bello e’ che le piattaforme sviluppate dai tre grandi gestori erano incompatibili anche tra di loro usando diverse frequenze e diversi software, di conseguenza gli apparecchi sviluppati per ogni compagnia erano e sono tutt’ora preparati dai produttori appositamente e solo per queste. Come i vecchi tacs in Italia il telefono giapponese non aveva la SIM card (queste sono state introdotte solo con l’introduzione degli apparecchi 3g/umts) ed il numero era assegnato direttamente all’apparecchio che non poteva essere usato con altri gestori: se compravi un telefono da J-Phone lo usavi solo con loro e non potevi utilizzarlo per esempio con Docomo. Se volevi cambiare gestore dovevi cambiare anche il telefono. La situazione e’ tutt’ora invariata.

Il Ministero delle Infrastrutture e delle Comunicazioni rilascia spesso le linee guida che i gestori non sono ufficialmente tenuti a seguire. Ufficiosamente, tutti sono tenuti a seguire le linee guida e, ad oggi, nessuno le ha mai disatteso. Fino al 2008, il “keitai da 1 yen” era abbastanza comune in Giappone. Il problema è che questo tipo di marketing era fuorviante in quanto il prezzo reale del telefono cellulare veniva pagato nei vari servizi obbligatori aggiuntivi che si era costretti a sottoscrivere con l’abbonamento.  La cosa aveva come spiacevole effetto che chi utilizza lo stesso telefono senza cambiarlo per un lungo periodo di tempo finiva per continuare a pagare tutti i servizi molto di piu’. Nel 2008 il governo ha deciso di dare una regolata al settore obbligando i gestori a separare i costi telefono da quelli abbonamento/servizi facendo estinguere il cellulare da 1 yen. La cosa ha prodotto come effetto un netto calo delle vendite, evidentemente la distorta percezione del cliente faceva si che i clienti cambiassero piu’ spesso apparecchi con l’offerta “1 yen”. Da notare che chi ha ancora un telefono “1 yen” comprato entro il 2008 continua a pagare tariffe piu’ esose ed avrebbe tutta la convenienza a cambiare apparecchio e contratto ma sappiamo che sopratutto le persone anziane, inesperte e refrattarie a tecnologia e novita’ sono portate a non cambiare finche’ le cose funzionano.

Nell’ aprile 2010 il governo ha emanato delle nuove linee guida per favorire ulteriormente l’utenza (ed anche i techno-maniaci aggiungo io): e’ stato richiesto ai gestori che i loro apparecchi non fossero piu’ Sim locked. Giustamente la tesi del governo e’: se pago un telefono e’ mio ed e’ giusto che possa utilizzarlo anche se decido di cambiare operatore. Qui pero’ non sara’ cosi facile aggiustare le cose come fatto nel 2008. Ci andiamo infatti a scontrare con dei veri ostacoli tecnici.  Spieghiamo um’po’ di cose; le frequenze su cui ogni operatore giapponese opera sono diferenti tra loro (ecco come c’e’ le descrive heniadir nella sua guida su eBay ” cellulari in Giappone:

Docomo ha 2 reti entrambi digitali; commercialmente sono note come MOVA (2G) e FOMA (3G).
La MOVA usa una frequenza di 800mhz e’ incompatibile con il GSM.
La FOMA e’ la rete 3G DOcomo usa lo standard UMTS quindi su alcuni cellulari 3G europei e’ possibile usare il roaming, ma solo su alcuni, parlando per esperienza (con SIM TIM-WIND) la rete Docomo si aggancia solo con LG 8360, mentre con LG 8110 e LG 8130 (tutti e 3 cellulari posseduti da me) non si puo’ avere la rete Docomo.
La rete FOMA Docomo puo’ mandare e ricevere SMS ma solo con operatori che hanno siglato accordi con la Docomo.

Anche AU ha 2 reti, una 2G ed una 3G entrambe sono incompatibili sia con il GSM che con UMTS, ovviamente niente SMS.

Anche SoftBank (che ricordiamo era di Vodaphone fino al 2006) ha 2 reti digitali, una (2G) incompatibile con il GSM ed una 3G pienamente compatibile in pratica la stessa rete 3G che abbiamo in Italia; ovviamente sulla rete 2G non e’ possibile mandare SMS, mentre sulla rete 3G si possono mandare SMS, non so se puo’ ricevere SMS anche da operatori diversi da Vodafone, non vi resta che provare, ovviamente qualunque cellulare 3G europeo con SIM Vodafone ha il Roaming con SoftBank al 100%, non so se altri operatori italiani hanno accordi di roaming in Giappone con SoftBank.

Le frequenze 2G/3G dei vari operatori sono le seguenti (notate le frequenze AU diverse da quelle degli altri due):

* Docomo: W-CDMA, 800, 2100 MHz
* AU: CDMA-2000, 800, 2100 MHz
* Softbank: W-CDMA; 2100 MHz

Inoltre sono gia’ state assegnate le frequenze per il LTE ( Long Term Evolution conosciuto anche come super 3G).

* Docomo: 1500, 2100 MHz
* AU: 800, 2100 MHz
* Softbank: 1500 (DC-HSDPA), 2100 MHz

Secondo la presentazione KDDI, i piani per ogni società per quanto riguarda l’inizio del servizio LTE sono:

* Docomo: 12/2010
* AU: 12/2012
* Softbank: tutt’ora sconosciuta

Quindi primo ostacolo alla liberalizzazione degli apparecchi e’ le diverse frequenze utilizzate: tra Docomo e Softbank il 3G e’ compatibile, AU e’ attualmente del tutto incompatibile.

Inoltre le modalita’ per l’internet mobile utilizzate: i-mode, EZWeb, e Yahoo! keitai per rispettivamente  DoCoMo, AU e Softbank sono incompatibili tra vettori, quindi se un telefono sbloccato Softbank venisse utilizzato su linea DoCoMo, l’apparecchio non sarebbe in grado di navigare siti web per dispositivi mobili o inviare e ricevere email. Si sarebbe limitati a voce e trasmissione di SMS, che non sarebbe un problema per la maggior parte del mondo, ma in Giappone, l’invio di email da un telefono e’ (praticamente) il solo mezzo per inviare messaggi ed e’ fondamentale per gli utenti a causa del costo elevato del servizio voce e l’impossibilità di inviare SMS a cellulari su una rete diversa.

Il secondo grande ostacolo e’ appunto l’incopatibilita’ dei servizi tra vari operatori.

La conclusione e’ quindi che non ha senso al momento sbloccare i telefoni attuali. Comunque visto che le linee guida del ministero vanno seguite Docomo ha per prima annunciato che da maggio 2011 presentera’ per prima i telefoni sbloccati che presumo saranno resi dai costruttori capaci di utilizzare tutte le frequenze operanti in Giappone e saranno compatibili con tutte le principali piattaforme internet mobile. AU e Softbank che sono piu’ piccole sono fortemente contrarie allo sblocco ma finiranno per seguire come sempre le linee “consigliate” anche se per il momento non hanno ancora annunciato quando (comunque dovrebbe essere entro il 2011). Questo permettera’ inoltre di usare in Giappone anche telefoni esteri con sim locali. Al momento infatti se voleste mettere sul vostro iPhone o Android italiano una sim Docomo o Softbank (AU come detto ha frequenze incompatibili) queste non funzionerebbero perche il vostro apparecchio non e’ del gestore. Ovviamente smanettando um’po’ e’possibile attivare la sim card e farla funzionare anche su apparecchi compatibili non approvati, basta cercare um’po’ sul web.

Personalmente la cosa mi stuzzica parecchio visto che ho sempre desiderato avere uno di quei modelli che vendono solo la’ e che pur non essendo avanzatissimi sotto il profilo software (non sono dei veri smartphone) hanno un hardware e features di prima scelta che da noi manco ci sogniamo. Faccio inoltre notare che quasi tutti i modelli medio alti oltre al 3g/umts  hanno anche il modulo di ricezione GSM per poter essere utilizzati all’estero quindi una volta sbloccati saranno perfettamente utilizzabili anche da noi.

L’ottimo Softbank 931P di Panasonic, lo potremo usare anche da noi l’anno prossimo? Se non vedete il filmato premere qui!

Oppure il SoftBank 936Sh di Sharp: impermeabile e con pannelli solari per ricariche d’emergenza. Se non vedete il filmato premere qui!

Molti dei dati tecnici e delle spiegazioni qui sopra indicati sono state reperite sull’ottimo blog in inglese SoftBank Sucks! (trad.: SoftBank fa schifo; a quanto pare Luca di Osaka non e’ l”unico scontento del terzo operatore giapponese). In particolar modo l’articolo: General information for smart (phones) users in Japan. Se sapete l’inglese ve lo consiglio, se il vostro telefono ha Android come OS e’un vero e proprio must.