“l’epoca migliore per visitare un paese è sempre un po’ prima o immediatamente dopo quella che voi avete scelto”

Ultima

Shikoku, aspettami!

Or dunque il 21 Marzo si parte. Biglietto per il Giappone acquisito. Stavolta però non sarà la solita vacanza; non sarà la solita “passeggiata di salute”. Stavolta si va in pellegrinaggio. Un pellegrinaggio di oltre 1200 Km a piedi.

Intraprendo il Pellegrinaggio degli 88 templi dello Shikoku.

Walkers for Shikoku 88 Temples

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera:

Il Pellegrinaggio di Shikoku (四国八十八箇所 Shikoku Hachijūhakkasho?) è un pellegrinaggio di ottantotto templi sparsi sull’isola di Shikoku, Giappone. Si crede che tutti questi templi siano stati visitati dal celeberrimo monaco buddista Kūkai, che nacque a Zentsuji, Shikoku nel 774. Comunque, Kūkai ha menzionato la sua visita a soltanto due di questi templi nei propri scritti. In aggiunta a questi ottantotto, vi sono oltre 200 bangai – templi non considerati parte degli ottantotto ufficiali. Per completare il pellegrinaggio, è necessario visitare i templi secondo l’ordine prestabilito, ma non ha importanza da dove si inizi; il pellegrinaggio in senso inverso (antinumerico) è considerato più difficile e secondo alcuni per questo più meritorio. La prima menzione del pellegrinaggio è del periodo Edo. Per secoli i pellegrini si sono spostati a piedi, ma i pellegrini moderni utilizzano perlopiù automobili, taxi, autobus, biciclette o motocicli (la maggioranza dei pellegrini viaggiano con tour organizzati) e i pellegrini a piedi rappresentano una minoranza molto limitata. Il percorso è lungo circa 1200 km e a piedi richiede dai 30 ai 60 giorni per essere completato, mentre i pellegrinaggi organizzati dai tour operators specializzati durano in media 10 giorni. I pellegrini che completano il percorso sono chiamati o-henro-san (お遍路さん?) e sono riconoscibili il più delle volte dai vestiti bianchi, dai cappelli di carice e dai bastoni per camminare. Molti pellegrini cominciano e completano il percorso visitando il Monte Koya, nella Prefettura di Wakayama, sede spirituale della scuola buddista Shingon di cui Kūkai è considerato il fondatore in Giappone. Esiste ancora un sentiero di 21km che porta in cima alla montagna, ma i pellegrini utilizzano solitamente il treno.

Che Buddha ce la mandi buona!

Goldrake, 35 anni fa la prima volta in Italia

Oggi era per me un anniversario importante anche se non lo sapevo.

Goldrake

Leggo infatti su Repubblica che: “Era il 4 aprile del 1978. Annunciato dalla voce di Maria Giovanna Elmi andava in onda in Italia il primo episodio di un cartone animato giapponese che sarebbe diventato un mito: Goldrake (Atlas Ufo Robot). La serie, prodotta dalla Toei Animation sulla base di una manga del 1973, veniva trasmessa sulla Rete 2 (ora Rai 2) alle 18.45.”

Non potevo non fare un post sul mio blog per questa ricorrenza. 35 anni son proprio tanti eppure quel giorno me lo ricordo ancora bene con le prime immagini in bianco e nero che appaiono di Alcor e io che chiedo a mia Madre se e’ quello il robot di cui parlava l’annunciatrice.

Mi ricordo a scuola (prima elementare) ne eravamo tutti innamorati. Quando poi un compagno porto’ in classe per la prima volta un pacchetto con le figurine impazzino letteralmente.

100 Lire l'album, 50 Lire la bustina

100 Lire l’album, 50 Lire la bustina

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I filmino a cartuccia super8.

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I giocatoli.

Era enorme e costosissimo: roba da siuri; ma quella mano spara missili era esteticamente 'na merda! Eravamo piccoli, mica scemi!

Era enorme e costosissimo: roba da siuri; ma quella mano spara missili era esteticamente ‘na merda! Eravamo piccoli, mica scemi!

Il gioco da tavolo

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Il Libro

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Il 45 giri promessomi e mai compratomi. :’-(

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Mi ricordo quando per ben 2 giorni saltarono la programmazione a causa dell’omicidio di Aldo Moro. Son drammi fanciulleschi che ti segnano. Non ho mai perdonato ne’ le Brigade Rosse ne’ la RAI.

Dopo tutti questi anni mi e’ rimasto nel cuore ora come allora.

Goldrake e’ unico nel suo genere, un cartone dove la violenza quasi non si percepiva; c’erano tanti combattimenti ma anche tanta umanità.
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Mi riappropio del Blog

Finalmente dopo più di un anno riesco a riappropriarmi del blog.
Per colpa mia e di vari casini con le password non riuscivo più ad entrare nella mia bacheca.
Vediamo adesso di riesumarlo e de rispondere a qualcuno dei commenti più recenti.

iPhone5 : Facciamo la conta di chi passa alla concorenza (Samsung Galaxy S3)

iPhone5 : Facciamo la conta di chi passa alla concorrenza

Mi rifaccio al post: facciamo la conta di chi compra il nuovo iPhone 5 per dare la voce anche ai MAC user dissidenti.

Io per parte mia passo alla concorrenza.

Dopo 3 anni e mezzo il mio 3GS 32gb e’ stato definitivamente messo alle corde dagli aggiornamenti studiati secondo me ad arte da Apple per peggiorare progressivamente l’esperienza d’uso degli apparecchi più vecchi.
Quello che era un ottimo apparecchio all’inizio si e’ progressivamente imbolsito diventando sempre meno scattante. Il dramma e’ stato col passaggio da iOS 4 al 5. E’ diventato super scattoso e la durata della pila e’ andata a peripatetiche senza nemmeno attivare iCloud. Son stato costretto a bloccare quasi tutte le comunicazioni dati per dargli una durata decente. Ormai sembra uno di quegli Android di fascia bassa che hanno la reattività di un panda.

Quegli che elogiano Apple perché aggiorna anche terminali vecchi forse non hanno capito che il vero scopo e’ accelerarne la dipartita.
Mi piacerebbe molto poter tornare a iOS 4, magari stavolta con jailbreak. qualcuno sa se c’e’ il modo?
Sono curioso di sapere inoltre quanto peggiorerà i vecchi terminali iOS6. Mi piacerebbe sentire le vostre impressioni una volta fatto l’aggiornamento.

Il motivo per cui abbandono l’ecosistema Apple e’ inoltre il costo esorbitante di iPhone sopratutto quello coi tagli di memoria più grossi. Viaggio parecchio e voglio portarmi dietro la mia musica. Sul mio 3GS ho circa 26 gb di musica e non ho più spazio. Passare all’iPhone 64 gb e’ per me improponibile: 900 euro!! Non scherziamo.

Cosi ho appena preso il Samsung Galaxy III 16 gb a 520 euro. Avevo già un micro SD class 10 da 32 gb con la quale l’ho portato a 48 gb e in futuro alla bisogna potrò espanderlo ulteriormente visto che supporta anche le nuove SD da 64 gb.
Lo schermo e’ eccezionale. Pur essendo molto più largo e’ stranamente più comodo da portare sia nella tasca davanti dei jeans che in quella della giacca rispetto ad un 3GS o ad un 4/4s (sarà perché e’ più sottile e più largo cosa che lo fa sembrare più leggero).
L’hardware e’ sovradimensionato agli effettivi bisogni dell’utente come e’ giusto essendo un top di gamma.
C’è l’ho da meno di una settimana e sto cercando di imparane le feature.

Devo dire che non sono certo solo rose e fiori: essendo il primo Android devo imparare tutto di nuovo e la cosa e’ fastidiosa e a volte frustrante. Ogni volta che vuoi fare una cosa cercare su internet “che du palle”! Non c’è un sito Samsung o Google che insegni l’uso di Android con qualche bel video tutorial (o se c’è e’ stato abilmente nascosto visto che io non sono riuscito a trovarli). Gia’ passare da iOS non e’ facile, non riesco a immaginare come fa uno che lo prende come primo smartphone.
Bisogna inoltre smanettare, perché l’integrazione degli apparecchi Apple e’ insuperabile.
Il programma Kies di Samsung importa i contatti dalla rubrica indirizzi di Mac mentre al momento fa fatica con iCal. Per la musica invece devo scaricare un programma apposito che mi mantenga le playlist di iTunes faticosamente costruite negli anni.
Innegabile la comodità di Apple, compri un nuovo telefono? Lo colleghi a Mac e quello prende già tutto del vecchio ma come dicevo, per le mie esigenze non basta più o e’ troppo caro.
Altrettanto innegabile che con iPhone sei lo standard di riferimento di mercato per accessori, custodie, ecc. con tutta la comodità che ne consegue ma come ho spiegato bisogna darsi delle priorità.

Riguardo al iPhone 5 dico la mia impressione e il mio giudizio che alla fine mi ha fatto propendere per passare al Galaxy SIII.

PRO
Mi piace il retro e non capisco chi lo critica; mi sembra un miglioramento rispetto al già ottimo 4/4s e credo che con questo nuovo form factor sarà molto più comodo da portare in tasca e i nuovi materiali lo dovrebbero rendere più robusto senza contare che lo alleggeriscono cosa sempre buona e giusta.
Hanno potenziato l’hardware: più veloce la CPU, ram raddoppiata, hanno aggiunto il modulo di comunicazione LTE 4G e nonostante ciò la batteria sembra abbia la stessa durata dei precedenti. Non capisco quelli che dicono che e’ poco innovativo e che non ha senso cambiare il vecchio per questo. E’ normale ammodernare annualmente gli apparecchi in questo campo e non e’ che se uno non ha delle nuove idee rivoluzionarie come sono state il primo iPhone e il primo iPad non immette sul mercato nuovi modelli. Certo il fatto che il nuovo Nokia Lumia 920 presenti delle novità assolute come ricarica pile senza filo e fotocamera con sensore stabilizzato di tutt’altra qualità mentre Apple praticamente resta al palo fa pensare che forse quelli che temono la scomparsa di Jobs sia l’inizio di un nuovo declino della casa di Cupertino um’po’ di ragione forse c’è l’hanno.

CONTRO
Orribile la decisione di allungare semplicemente in altezza lo schermo: oltre a rendere il telefono (secondo me) bruttissimo frontalmente (in rete già si sprecano gli scherzi che lo paragonano ad un telecomando) e quella visuale 1136×640 pixel e’ roba da TV ultra wide screen ma per navigare sul web fa veramente cagare (ancora oggi quelli che lavorano col computer cercano di solito i monitor quadrati 4:3 e odiano quelli 16:10 o peggio 16:9).

Nuovo spinotto di collegamento/dock proprietario: buttati tutti gli accessori relativi tra cui le a volte costosissime docking station musicali (la mia e’ Pioneer) per un affare attraverso al quale al momento non passano neanche i video. E non dite che ci sono gli adattatori. Infilare l’adattatore per metterlo sulle docking station renderebbe il tutto molto instabile e a rischio di rottura visto che gli appoggi si vanno a far benedire. E poi non era obbligatorio uniformarsi alle leggi comunitarie che richiedono la presa microUSB per tutti i nuovi apparecchi elettronici? Come? C’è l’adattatore anche per quello in vendita a solo 30 euro? Ah beh, uguale guarda! Apple: la casa degli adattatori. Prevedo denunce da parte di Altroconsumo e multone in vista da parte dell’UE che peraltro ha bisogno di soldi per quei poveracci di greci e spagnoli.

Non ha il chip NFC (pare che l’alluminio ne blocchi il segnale). Poca roba per gli italiani direte voi ma essendo stato 4 volte in Giappone ne ho presente la comodità nei micro pagamenti (il chip si usa anche a mo’ di biglietti e abbonamenti dei mezzi pubblici). Li i telefoni l’NFC c’è l’hanno dal 2006 e ricordo d’aver visto dei case per iPhone speciali con lo slot per inserire la tessera NFC ed ovviare alla mancanza del melofonino.  Non dubito che il sistema prenderà presto piede anche da noi ora che banche e operatori lo stanno spingendo e visto che io i telefoni cari gli tengo finché vanno (spero mi duri almeno tre anni) mi sarebbe scocciato non poter usare questa comodità.

Scrivono che pur rimpicciolendo di tre volte le dimensioni della fotocamera la qualità e’ rimasta inalterata se non migliorata. Ora se hanno veramente messo un sensore rimpicciolito queste favolette le vadano a raccontare a quelli che si comprano le macchina fotografiche scegliendole in base ai megapixel perché chiunque se ne intende minimamente sa benissimo che a sensore minore corrisponde qualità minore e che a parità di grandezza del sensore meno megapixel corrispondono a maggior qualità e viceversa.

Prezzo troppo alto. Agli inizi l’iPhone era veramente di un altra categoria ma ormai sia come hardware che come software ci sono delle validissime alternative a prezzi inferiori. Certo la facilita’ di iOS e il suo ecosistema sono ancora notevoli ma gli altri non stanno a guardare: avete mai preso per esempio in mano un WindowsPhone7? Ha un immediatezza e una facilita’ d’uso straordinari e i telefoni pur essendo economici (Nokia a parte) sono veramente reattivi e scattanti. Certo hanno poche App. ma se uno vuole solo giochicchiare casual, navigare in web e controllare la posta sono la scelta N.1 e non e’ detto che con WindowsPhone8 le cose non migliorino riguardo le App.

Fatti i calcoli dei pro e dei contro ho deciso di passare alla concorrenza risparmiando almeno 350 euro pur prendendo il top di gamma Samsung che tra i costruttori Android e’ quello che coppia di più e quindi quello che sforna i prodotti migliori.

Ho molti conoscenti che a passare da iOS ad Android si son trovati male e son tornati sui loro passi. Vedremo se anche per me sarà lo stesso (nel caso ne scriverò un articolo). Intanto riscopro la gioia di poter mettere gli sfondi, i salva schermi e le suonerie (dai miei Mp3) che voglio io . Che gioia risentire i Talk Talk ad ogni chiamata (http://www.youtube.com/watch?v=zbZ9uCQW1Hk).

P.S. Ovviamente se Chuck Norris comprasse l’iPhone5 mi vedrei mio malgrado costretto a venire a più miti consigli e tornare da brava pecorella all’ovile di Cupertino. 🙂

In fin dei conti di pelle ne abbiamo una sola, sigh! 😦

Giappone arriviamo!

Ci siamo: manca un mese esatto alla partenza per l’amato Sol Levante. 😀

Il 5 marzo mi imbarco. Caro yen, abbassati se no saran dolori!! 😥

La Giamaica aspetta!

Ora che il paese del Sol Levante sia fonte di continue nuove mode più o meno discutibili e di gadget vari sempre più inutili e improbabili é un fatto assodato ma anche uno abituato alle loro stranezze rimane um’pó perplesso a vedere foto come quella di cui sotto:

A che servirà mai questo bell’aggeggino?

Di primo acchito se uno pensa male francamene non si può darli torto.

La prima cosa che mi é venuta in mente é che fosse un gadget consigliatissimo per tutte le giappine che si apprestano ad andare in vacanza in Giamaica.

Poi chiedendo ad un amica di tradurlo si é scoperto che: – è un aggeggio per fare ogni giorno esercizi per distendere le rughe d’espressione. Ripetere le vocali, almeno 3 minuti al dì.

Eppure resto dell’idea che possa tornar utile anche per il primo scopo da me ipotizzato.

Il brunch domenicale del Four Seasons Hotel Bangkok: probabilmente uno dei migliori pasti della vostra vita.

La Thailandia é un posto in cui ci si può sfamare bene spendendo veramente pochissimo. Ma a volte vale veramente la pena di mettere mano al portafoglio e spendere. In questo caso mi permetto di consigliarvi il brunch domenicale del Four Seasons Hotel in Bangkok:  vi assicuro a fine pasto ve ne andrete soddisfatti. Questo brunch fa il tutto esaurito quasi ogni domenica e non senza motivo. Offre infatti una varietà e qualità di cibi e bevande che non conosce paragone.

Chiariamo subito una cosa: questo non é un brunch. Il brunch è un pasto che consiste in una commistione, sia morfologica che di fatto, di prima colazione(breakfast) e pranzo (lunch). La diffusione è dovuta soprattutto alla comodità di un pasto meno formale di una colazione o un pranzo, assieme alla possibilità di servirsi da un buffet sul quale è lecito proporre qualunque tipo di cibo, dolce o salato che sia. Il brunch è tipico della domenica, quando ci si alza più tardi del solito e non si ha voglia di aspettare fino all’ora di pranzo per mettere qualcosa sotto i denti. Quello che offre il Four Seasons invece non é un autentico brunch ma un vero e proprio pranzo a buffet di eccezionale qualità.

Innanzitutto il prezzo: 2.350 THB++(+7% IVA +10% Servizio = 399,5  THB) [2.749,5 THB = € 66 circa al cambio fine 2011). Le bibite, alcolici inclusi, sono comprese. I bambini dai 4 ai 12 anni pagano THB 900++. Per la Thailandia é caro ma per i nostri standard é un autentico affare. Orario: 11.30-15.00 .

Il brunch del Four Seasons si tiene la domenica ma c’é anche un brunch speciale e più esclusivo che si tiene il primo di gennaio, ogni anno, non importa che giorno sia. Il prezzo del buffet sale di una quindicina di euro se ricordo bene ma aumentano la qualità dei vini e degli champagne, nella sezione mare appaiono aragoste e altre cose costose. Il brunch é upgradato in parecchie sue parti e merita ancor di più. Se avete la fortuna di trascorrere il capodanno a Bangkok permettetemi un consiglio: la sera del 31 dic state leggeri leggeri: spiluccate una cosa, andate fuori a ballare e bere (senza esagerare); in buona sostanza festeggiate frugalmente. Il giorno dopo vi alzate alle  10:30/11:00 e senza far colazione filate al brunch: alle 12 siate già belli in linea forchetta in mano e che il ciel vi aiuti.

All’interno del Four Seasons hotel ci sono 5 ristoranti: uno dei migliori ristoranti Thai della città, uno dei migliori ristoranti italiani della città, un ottimo ristorante giapponese di sushi, un ristorante di cucina internazionale. una rinomata steak house. Questi ristoranti vantano tutti un eccellente qualità ma sono normalmente molto cari e in una città come Bangkok non gli consiglierei (a parte il ristorante Thai che merita e che tutto sommato non é carissimo). Il bello del brunch domenicale é che tutti questi ristoranti propongono il meglio delle loro pietanze.

La Parichart Court: se non temete il caldo cercate di sedervi su uno dei tavoli fuori. Il suo fascino coloniale puo sembrare um'pó decadente ma che diamine son esperienze da fare una volta ogni tanto.

Come si procede? Ci si reca nel cortile interno del Hotel dove si tiene il brunch, ci si fa accreditare (senza prenotazione difficilmente si trova posto libero), si sceglie un tavolo libero (all’interno di uno dei due ristoranti: il Madison o lo Spice Market, oppure nel cortile all’aperto: la Parichart Court, se non temete il caldo). Su ogni tavolo c’è un contenitore con delle card col numero del vostro tavolo. Oltre alle varie pietanze a buffet che vi servirete da soli c’é ne sono parecchie che vanno preparate al momento; in quel caso voi ordinate quel che volete, consegnate una delle card col vostro numero e appena é pronto ve lo portano al tavolo.

Card con numero del vostro tavolo

Passiamo a elencare le varie postazioni:

Il Bar: qui trovate una discreta varietà di vini bianchi compreso dello champagne. Sono disponibili anche dei rossi ma ho notato che visto il caldo sono poco gettonati. Anche le birre ovviamente disponibili sono poco gettonate visto che evidentemente la gente preferisce dar valore al proprio denaro bevendo vino. Si può anche richiedere al barman qualche cocktail: in posti cosi si trova sempre qualche anglosassone che preferisce pasteggiare a suon di Martini, stile Hemingway. Ovviamente sono disponibili anche le bibite gassate che vanno per la maggiore ma la cosa più interessante (sopratutto per gli astemi come me) sono i vari succhi (spremute, centrifughe) di frutta fresca: ananas, melone, anguria, cantalupo e altri frutti tropicali si offrono al meglio nella loro forma liquida; personalmente amo mischiarli, quelli dolci con quelli più aspri. Di solito ne escono sempre dei bibitoni più che buoni e se per caso il risultato non é dei migliori, bé…riprova, sarai più fortunato.

Almeno 8 succhi di frutta freschi sempre disponibili. Poi se uno vuole c’é anche la frutta fresca. Le caraffe dei succhi sono dietro la frutta per impedire ai clienti di maneggiarle da soli? La cosa non mi ha mai fermato.

Caviar Station: immaginate un enorme lastra di ghiaccio a mo di tavolo, immersa in una laghetto pieno di carpe decorative ed un cameriere con stivali/pantaloni di gomma che vi serve direttamente dalla pozza. Può sembrare una cosa um’pó pretenziosa ma é di sicuro effetto. Forse la scena serve a nascondere il fatto che vi servono delle volgari uova di pesce invece di beluga e sevruga ma questi ultimi sono diventati cosi rari e costosi che una scatoletta da poche decine di grammi costa molto più del prezzo del brunch. Qui troverete 6 tipi di uova di pesce tra cui le Tobiko usate comunemente per il sushi e le molto meno comuni Ikura che provengono dai salmoni piu grassi e sono particolarmente ricercati dagli intenditori. Come accompagnamento le solite cose che si servono con il caviale: panna acida, spicchi di uova bollite, scalogno, erba cipollina, capperi, ecc.

Qui ho trovato una foto che inquadra anche il cameriere nella sua tutta di gomma. Sul tavolo la disposizione dei piatti é diversa dalla mia foto ma immagino di tanto in tanto ne varino forma e forse anche contenuti.

Salad Station: offre una buona varietà di insalate varie: solo verdure, con mozzarella, con pollo, con frutti di mare, salmone affumicato, ecc. Difficilmente riuscirete a passare davanti a questa postazione senza mettere qualcosa nel vostro piatto.

Thai Food Station: questa postazione offre una buona varietà di insalate thailandesi e i loro tipici spiedini a base di pollo. Il problema é che la cucina Thailandese é disponibile dappertutto a buon mercato. É una cucina buona ma non adatta a tutti essendo spesso picantissima. Per questa serie di motivi pochi si servono qui. Se uno vuole mangiare thailandese non ha semplicemente bisogno di spendere sessanta e passa euro. Se avete pagato una simile somma vi dovete concentrare su cibi più costosi. Per la cucina locale basta uscire dall’hotel.

Thai Station

Thay Station: la sezione satay/spiedini

Una cosa che pero dovette provare assolutamente qui é il Miang Kham. Il Miang Kham é un delizioso stuzzichino composto dai seguenti ingredienti secchi: cocco, scalogno, lime, noccioline, mango verde, gamberetti, anacardi, zenzero e del peperoncino bird’s eye fresco sia verde che rosso, il tutto bagnato con dello sciroppo di palma e avvolto in una foglia che può essere di diversi tipi , ma sempre commestibile. Da questa descrizione potreste pensare che é una combinazione di sapori e odori fortissimi e invece scoprirete che questo incredibile mix di ingredienti ha un sapore molto delicato tendente al dolce con lievi sentori asprigni (dovuti al lime?) e cosa incredibile per una pietanza Thai non é affatto piccante. Il modo migliore per iniziare il brunch é proprio un paio di Miang Kham con il vostro drink preferito.

Il Miang Kham va assolutamente provato: é lo stuzzichino con cui vi consiglio d'iniziare il pasto.

Indian Food Station: l’angolo della cucina sub-continentale ha un forno Tandori dalla quale sfornano il tradizionale pollo Tandori, pesce marinato Tikka, Shack Kebab, antipastini e salsine speziate al curry varie ma il vero pezzo forte di questa postazione é il Naan, con l’aglio o senza. Il Naan é un tipo di pane azzimo lievitato di origine Indo-pakistana; quando é ben fatto é una delle cose più deliziose di questo mondo. Inutile dire che qui é fatto al top: il cuoco lo impasta e gli da forma davanti ai vostri occhi, poi lo appiccica con forza sulla parete interna del forno metallico a forma di bidone gigante e dopo qualche minuto sul vostro tavolo arriva questa delizia ancora bollente. Un “must” assolutamente imperdibile.

I forni cilindrici dove viene cotto il Naan.

Chinese Food Station: offre degli ottimi Dim Sum e Shu Mai al vapore (sono dei deliziosi ravioli ripieni di gamberi e carne) che meritano almeno un assaggino. Ci trovate anche costicine di maiale brasate con salsa di soia dolce, Anatre Laccate intere e le zuppe: quella agro piccante e quella di pesce Mor con carne di granchio; ma é tutta roba che pur essendo buona non dovrebbe trovare spazio nel vostro piatto visto che lo spazio disponibile nel vostro stomaco é limitato e bisogna impiegarlo al meglio. Poi é chiaro che allo stomaco come al cor non si comanda ed é anche giusto seguire le proprie pulsioni.

Anatre e maialini pronti a essere affettati per voi: basta chiedere.

Japanese Food Station: offre sushi e sashimi di qualità sopraffina e tanto basterebbe, invece ci trovate anche della buona zaru soba tradizionale e a al tè verde (che con questo caldo é l’ideale), manzo shabu-shabu, Tempura di gamberi e la sempre ottima anguilla ai ferri.

Japanese Station

Shabu Shabu

Foie Gras & Salmon Station: questa é LA POSTAZIONE che da sola vale il buffet!  Fegato Grasso d’oca intero scottato in padella con salsa al Porto: una poesia! Salsiccette al Foie Gras: deliziose! Le tradizionali terrine  al Foie Gras: meravigliose! Custard  di Foie Gras con olio al tartufo: mmmh, mmmhh! (Dan Peterson ©) Inutile dire che se non vi piace il Foie Gras al 90% é perché come me avevate assaggiato solo quelle cioffeche che vendono in scatola: qui vi ricrederete e vi convertirete a questa fantadelizia. La postazione propone anche del salmone fresco intero, asparagi e qualche insalata meditteranea ma come ho già detto lo spazio disponibile nel vostro stomaco é limitato e bisogna impiegarlo bene.

Foie Gras Station

Foie Gras Station: oltre al foie gras intero nei piatti notate le salsiccette al fegato con rosmarino nel tegame.

Pasta Station: inutile dire che chiunque venga dall’Italia ad un brunch simile per mangiare della pasta italiota é un mentecatto e quindi nel caso é pregato di lasciare immediatamente questo blog e di non tornarci mai più: astenersi perditempo e mentecatti, please!

Pasta Station

Cold Seafood Station: qui veniamo a una delle altre postazioni che da sole valgono il costo del brunch: quella del pesce e dei frutti di mare. All’interno del ristorante Madison, di fronte alla postazione dei cuochi che cucinano a vista c’é un bancone pieno di ghiaccio sui cui sono depositati: gamberoni tigre, trote, salmone, tonno Akami, chele di granchio, ostriche Rock Sidney, cozze blu della Tasmania, Cappe Sante e nelle occasioni speciali come a capodanno anche aragostine di scoglio e aragoste Red Craw.

Cappe Sante anyone? 😛

Vi riempite un bel piatto con quello che preferite, lo consegnate ai cuochi della Grill Station che é proprio di fronte, dando il vostro numeretto e dicendoli come lo volete cotto e dopo pochi minuti il piatto arriva bello fumante. Ripetete l’operazione fino a quando il vostro stomaco e il vostro fegato ve lo permetteranno.

La Grill Station dove vi cucinano al momento il tutto: come vedete il bancone é fornitissimo di tutte le salse piú usate al mondo per molluschi, frutti di mare e carni. A voi la scelta: in quei bicchierini trovate di tutto.

Grill Station:  questa postazione non é solo quella in cui ci si fa cucinare i molluschi e i frutti di mare esposti nella Cold food Station. Qui oltre a una buona varieta di salse varie c’é anche il reparto carne nel quale troverete: costate di manzo scozzese Angus, filetto di manzo, cotolette d’agnello, salsicce bianche di vitello, salmone, tonno, branzino, seppie e altro che non ricordo. Certo in giro c’é un sacco d’altra roba ma io di qui non vado via senza um’pó di filetto e um’pó d’agnello, costi quel che costi.

Voilá un menu tipico della Grill Sation

Omelette Station: con tutto questo ben di Dio c’é qualcuno che ha voglia di farsi fare un omelette o una frittatina? Ma per favore….

Bread Station: baguette francesi, ottimi pani in stile tedesco con vari miscele di farine e cereali, pretzl, croissant al burro, ecc. Questa postazione offre prodotti di qualità ineccepibile ma comunque non ha ragione d’esistere. Perché? Perché come ho già spiegato presso la postazione indiana fanno il Naan che é il non-plus-ultra  dei pani e solo quello dovete consumare. Anche col Foie Gras? chiederanno alcuni. Certo! rispondo io. Provare per credere.

Cold Cuts & Cheese Station: offre una buona varietà di salumi (quasi tutti italiani di origine toscana), sottacetti e formaggi (quasi tutti francesi del tipo molle). La postazione é ben fornita e non demerita ma bisognerebbe sforzarsi di evitarla visto che c’è roba molto più buona, particolare e costosa a vostra disposizione. I francesi sostengono che bisogna sempre lasciarsi um’pó di spazio per il formaggio a fine pranzo ma io vi chiedo: – Possiamo davvero fidarci dei consigli culinari di gente che oltre a mangiare rane e lumache vi serve spaghetti bianchi scotti e sconditi a mo di contorno per la bistecca? No! Non credo proprio. Comunque devo colpevolmente ammettere che un assaggino di salumi me lo prendo sempre. Non sempre ahimè il raziocinio prevale sull’istinto. Siate più forti di me e ricordatevi quanti dessert vi aspettano e poi che saranno mai due, tre fettine di affettato? ;-P

Waffle & Pancake Station: caldi, fatti al momento.

Un waffle così neanche in Belgio...

Cakes & Pastries Station:i dolci sono veramente troppi per descriverli e comunque non ne conosco i nomi. E’ un insieme di tavoli messi in fila: 6/7 metri di pasticceria prolungata. Cercate di farvene un idea con le foto. Di buono hanno che di solito sono spesso in mini porzioni cosi potete veramente assaggiarne un fottio. C’è anche una postazione con dell’ottimo gelato fatto artigianalmente: 5/6 gusti ma tutti fatti come si deve.

Maccaron, trouffle e cioccolatini come se piovessero

Crepes & Souffle Station: offre deliziosi suffle alla banana e altri gusti ed ovviamente delle crepes che farete farcire come più vi aggrada con creme, confetture e frutti tropicali vari. Volendo ve le fate fare flambé al Grand Marnier.

Station: Crepes and Souffle

Crepes Suzette, Grand Marnier e frutta tropicale, Olé!

A pensarci bene qualcosa di extra da pagare c’è: tè e caffè. Capirai!!!

Qualche suggerimento finale per rendere ancora più piacevole il vostro brunch:

  • Prenotate! Possibilmente almeno una settimana prima. Arrivare in hotel sperando di aver fortuna ci può stare ma rischiate una delusione(sopratutto in alta stagione. Se non volete farlo direttamente da casa, prima di partire potete chiederlo al portiere del vostro albergo appena arrivate: dopotutto é li per aiutarvi.  Qui il sito dell’hotel con tutti i numeri di riferimento. Se non temete il caldo quando prenotate chiedete un tavolo all’aperto nella Parichart Court: sedere a gambe incrociate su un divano di bambù all’ombra di una palma, sorseggiando champagne e mangiando frutti di mare può sembrare um’pó decadente ma che diamine, son esperienze da fare una volta ogni tanto.
  • Vestitevi non dico in maniera pretenziosa ma almeno con qualcosa di festivo: niente calzoni corti, e sandali per gli uomini. Niente jeans stracciati per le donne. Vi sentirete più a vostro agio, sopratutto quando passate per la lussuosissima hall dell’Hotel.
  • Saltate la colazione. Se potete, state leggeri anche a cena, la sera precedente. Non fate alcun altro piano per la giornata. Per assaporare a pieno questa esperienza culinaria sarà meglio arrivare a stomaco vuoto ed avere tutto il tempo per godersela senza che qualche impegno pomeridiano vi sia di assillo. Senza contare che dopo il pasto luculliano che farete l’unica cosa che vorrete sarà una sdraio su cui esalare l’ultimo respiro.
  • Una volta preso possesso del vostro tavolo, cercate di mantenere la calma e il sangue freddo. L’istinto di solito é quello di prendere un piatto ed iniziare a riempirlo di roba dalla station più vicina a voi. Non fatelo! Andate al bar, prendete un drink o un succo di frutta. Poi sorseggiando la vostra bibita fatevi il giro completo di tutte le station. Solo quando avrete chiara in mente l’esatta composizione e vastità del banchetto che vi attende potrete scegliere con cognizione di causa con cosa andare a riempire la vostra (ohibò) limitata capacita di stomaco. Lasciate siano i grassi turisti del nord Europa ad abbuffarsi senza ritegno di tutto quel che gli capita a tiro: voi scegliete solo il meglio!

P.S. Se avete in programma un viaggio in Thailandia e non lo avete ancora fatto vi consiglio di leggere questo mio articolo sul Tempio delle Tigri. Un posto bellissimo che non é tra i più reclamizzati dalle guide ma che potrebbe offrirvi un esperienza indimenticabile.

NB: Pur avendo fatto qualche foto del buffet non avevo pensato di farne un articolo sul blog ragion per cui ho dovuto integrare le mie con delle immagini prese in rete. Ho usato comunque solo immagini che corrispondevano a quello che ho visto nelle mie tre visite a Bangkok (inevitabilmente, come tutte le cose il brunch cambia sempre di qualcosina, bisogna tenere conto che trattandosi di cibo la stagionalità ha la sua importanza; credo che comunque in qualsiasi periodo ci andrete non ne rimarrete delusi). Di solito sono molto attento a pubblicare immagini piuttosto leggere (sui 100 k) per non rendere il caricamento della pagina pesante, considerata l’arretratezza della rete internet italiana ma per questo articolo ho dovuto usare immagini um’pó più pesanti del solito: ho notato che riducendo troppo la qualità delle foto i cibi sembrano spenti e mi sembrava un peccato vanificare questo articolo con delle foto che non rendessero giustizia ai cuochi.